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Quanto basta di cucina & altro

Archive for the ‘dolci’ Category

Gelato al limone e panna, senza gelatiera

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Da bambino, nei primi anni Settanta, non amavo molto il gelato al limone, troppo asprigno per il mio palato. In quegli anni, mi sembra, quello che io chiamavo “gelato al limone” era di fatto, nella maggior parte dei casi, un sorbetto, ancorchè spesso molto cremoso: ci vollero decenni prima che iniziassi a vedere sui banconi delle gelateria il gusto “limon-panna”, un nome una garanzia.

Questo mio gelato senza gelatiera rimanda appunto al limon-panna: è molto ricco in quanto a base di latte condensato zuccherato e panna e non richiede la gelatiera. Questa volta il latte condensato l’ho fatto io, ma nel passato ho sempre usato quello in lattina e con ottimi risultati. 

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Written by stefano arturi

13/05/2021 at 22:33

Posted in dolci, frutta

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Jaune mange, un giallomangiare al limone, inglese-siculo

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Il jaune mange è un vetusto dolce al cucchiaio inglese, a metà strada fra una gelatina e una crema al limone, a base di tuorli, uno sciroppo di succo di limone, acqua e zucchero, qualche cucchiaio di vino liquoroso e gelatina. È leggero ma cremoso, amabilmente asprigno. Le prime notizie risalgono al Settecento, fu ancora popolarissimo per tutto l’Ottocento, inizia a essere perso di vista agli inizi del Novecento e oggi scomparso. Peccato, perché è ottimo.

Qualche settimana ho assaggiato un biancomangiare siciliano al limone, ovviamente addensato con amido – molto buono, ma meno ricco di tuorli dell’inglese jaune mange. L’amido rende il biancomangiare vellutato al palato, consistenza che preferisco ora alla scivolosità conferita dalla gelatina.

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Written by stefano arturi

08/04/2021 at 22:33

Posted in dolci

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Pain de Genes

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Pane di Genova, torta in realtà e pure francesissima. E’ a base di sfarinato di mandorle e un nonnulla di fecola di patate, uova e burro: ne risulta una torta bassina, densa, non appariscente e ottima.

La ricetta deriva dal libro French Provincial Cooking, di Anne Willan, la cui versione io ho appena adattato.

Bisognerebbe usare farina di mandorle: se avete il bimby (io no), usatelo, dopo averle tostate, per un sapore più intenso (nella ricetta originale non sono tostate). Io ho usato sia farina di mandorle comprata sia mandorle che ho tritato da me con un robot da cucina: la versione fatta con farina di mandorle comprata è risultata più fine, quanto a consistenza. Entrambe buone però.

Pain de Genes

per una tortiera di 20 cm, imburrata e rivestita di carta forno

Scaldare il forno a 180 gradi, statico.

100 g di farina di mandorle, da mandorle tostate, sbucciate oppure no
105 g zucchero (135 g nella versione originale)
un pizzico di sale
la buccia grattugiata di mezzo limone, non prevista nella versione originale
alcune gocce di estratto di mandorle, non prevista nella versione origianle
mezzo cucchiaino di estratto di vaniglia, non previsto nella versione originale
3 uova
75 g burro, fuso e raffreddato
30 g fecola di patate o di mais, addizionata con mezzo cucchiaino di lievito per dolci

Nella coppa del mixer, versare la farina di mandorle, lo zucchero, il sale, il limone e mescolarli. Aggiungere le uova, uno alla volta, mescolando bene dopo ogni aggiunta.
Versare la farina setacciata e inglobarla a mano, aggiungendo il burro prima che la farina sia stata interamente assorbita

Versare nella tortiera e cuocere per una mezz’ora. Io ho anche aggiunto delle mandorle a lamelle prima di infornare.

In alcune versioni ho visto aggiungere del kirsch. Io opterei per del rum.

Written by stefano arturi

26/03/2021 at 22:33

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Impade, dette anche ofelle – dolcetti ebraici di pasta frolla, ripieni di mandorle e/o pinoli, veneziani e triestini

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Li ho visti su Artemisia: lei li ha scoperti a Venezia, al ghetto, comprati da un panificio ma anche assaggiati fatti in casa da una sua amica veneziana. Riguardando, in un secondo momento, le sue foto con maggiore attenzione, sono anche riemersi dai meandri della mia memoria, non nitidamente, ma come ricordi appannati: quanti anni fa non ricordo, ma mi sembra proprio di averle assaggiate anche io, queste impade, comprate dal forno ebraico Volpe.
Sono dolcetti buonissimi. Li ho rifatti due volte in poco più di una settimana (scusate, pensavo di aver fatto la foto ai dolcetti finiti e invece no) Read the rest of this entry »

Written by stefano arturi

20/02/2021 at 22:33

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Flan al cioccolato da un Talismano del 1927 (o del 1928, non è chiaro)

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Sto esplorando la seconda edizione del 1927-28 del tomo (seconda edizione, notevolmente ampliata, 6-12 migliaio, dice la prima pagina), allora ancora pubblicata dall’Edizioni della rivista Preziosa (di proprietà della Boni): lettura appagante perché è come visitare un museo di modernariato. Read the rest of this entry »

Written by stefano arturi

02/01/2021 at 22:33

Porter cake, una torta irlandese con frutta secca e birra scura

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Questa è una classica fruit cake anglosassone: una di quelle torte densissime di frutta secca (uvette di vario tipo, canditi e mandorle), assertivamente speziate e ideali come accompagnamento a una tazza di te pomeridiana. Torte invernali, da giornate di pioggia persistente e fastidiosa, quando alle quattro del pomeriggio fa già buio e, potendo, ci si ritira al caldo. Read the rest of this entry »

Written by stefano arturi

27/12/2020 at 22:33

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La crostata alle albicocche di Fernanda Gosetti

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crostata di albicoccheUna crostata inusuale: non marmellata sopra, ma albicocche fresche. Il fondo non si inzuppa però, perche la frolla viene coperta con fettine di pane di spagna. E’ una ricetta di Fernanda Gosetti, dal suo libro Dolci per Ogni Occasione. Fernanda Gosetti è oggi un po’ dimenticata mi sembra ed è un peccato perché la sua conoscenza gastronomica è solidissima.

Dolci per ogni Occasione è un libro del 1973 ma ancora molto valido per chi voglia imparare la cucina dolce italiana. Read the rest of this entry »

Written by stefano arturi

02/07/2020 at 22:33

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La crostata morbida di Marina Braito, fatta da Eugenia, rifatta da Stefano

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crostata morbida crostata morbida

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anche io come Eugenia ben conoscevo questa celebre torta, ma non l’avevo mai fatta. Dopo aver letto il post di Eugenia e bisognoso (povero tapino) di una buona torta dopo una deludentissima ciambella, mi sono apprestato. Ho apportato alcuni cambiamenti per renderla un po’ più crostata (ancorché lievitata) e un po’ meno torta (perché di torta trattasi, nonostante la denominazione) e, soprattutto, meno dolce. Read the rest of this entry »

Written by stefano arturi

23/02/2020 at 22:33

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Torta alla frutta secca e Guinnes, adatta al te del pomeriggio, soprattutto ora che siamo sotto Natale e fa freddo

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Frit cake
Fruit cake
Fruit cake
Fruit cake

Questa è una classica fruit cake anglosassone: una di quelle torte densissime di frutta secca (uvette di vario tipo, ciliegie sotto spirito, buccia candida di arancia, mandorle), assertivamente speziate e ideali come accompagnamento ad una tazza di te pomeridiana. Torte invernali, da giornate di pioggia persistente e fastidiosa, quando alle quattro del pomeriggio fa già buio e, potendo, ci si ritira al caldo. 

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Written by stefano arturi

12/12/2019 at 22:33

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Torta all’olio di oliva

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torta all'olio - olive oil cake

Ovviamente si intende EVO, che dovrebbe essere leggero. Qui in UK questi olii leggeri non arrivano (i locali preferiscono olii aggressivi) e ho dovuto (visto insuccessi passati) tagliare il mio EVO con un poco di olio vegetale.

Ottima torta, forse la migliore mai assaggiata, fra quelle all’olio di oliva. Penso che la differenza la faccia il latte. Tra l’altro è semplicissima. Tratta da qui. Ottima mollica morbida, si mantiene per giorni, delicata.

Ho usato uno stampo col buco dalla capacità di 1.2 lt (oppure uno tortiera da 20 cm), imburrata e infarinata (farina di riso)
Scaldare il forno a 180 C

Montare 3 uova con 150 g 120 g di zucchero, un pizzico di sale, ½ cucchiaino di vaniglia e la buccia di mezzo limone 1 limone
Quando il composto è spumoso, aggiungere 112 g olio extra v oliva leggero (io ho usato 90 g EVO e 30 g olio di semi).La seconda volta ho usato solamente olio ligure leggero: ottima cosa
Aggiungere 120 g latte intero.
Aggiungere 188 g farina 00 mischia + 1 ½ cucchiaino lievito per dolci
Versare nella tortiera, infornare, abbassando il termostato a 170 C e cuocere per circa 45 minuti

Note
la prossima volta: provare ad introdurre mandorle
Questa è un’altra torta all’olio di cui ho letto benissimo: Maialino Restaurant’s Olive oil Cake
Provare abbinamento con gelato all’olio e una qualche composta di frutta

Written by stefano arturi

31/07/2019 at 22:33

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