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Quanto basta di cucina & altro

Le frittelle veneziane da Luigi Biasetto

with 6 comments

Dopo le chiacchiere, ho provato le sue frittelle, dal libro “Senza Dolce non e’ vita”.

Lui le definisce “Frittelle veneziane”, il che mi fa strano, essendo lui padovano… chissà’?

Buone, anche se la ricetta potrebbe essere più’ precisa. La ricetta originale la trovate sia nella preview del libro su Amazon, sia su Cooking Planner.
Io ho impastato a mano perché ho il Kenwood in riparazione (stretch and fold più’ volte durante la maturazione, fino ad ottenere impasto elastico) , ma e’ nettamente più’ semplice usare la macchina.

Questa le mie osservazioni e versione (ho leggermente modificato la versione originale)
Per 6-8 porzioni

300 g farina da pane (Biasetto parla genericamente di farina di forza media)
5 g sale fino (1 cucchiaino)
3 g lievito disidratato istantaneo (1 cucchiaino)(Biasetto: 10 g lievito fresco)
40 g zucchero
50 g burro ammorbidito
la buccia grattugiata di mezza arancia e di mezzo limone
2 uova, sbattute con 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
150 g latte
75 g pinoli tostati
75 g uvette rinvenute (in acqua o liquore( e strizzate)

Sbattere le uova con il latte.
Usare la K. Miscelare farina, lievito, sale, zucchero, burro ammorbidito.
Aggiungere gradatamente il composto di uova e latte. Aumentare la velocità’ gradualmente e lavorare fino ad incordare impasto: bisogna sviluppare il glutine qui! Poi aggiungere pinoli e uvetta.
Ammassare, collocare in ciotola unta e fare lievitare, coperto: deve triplicare.
Rivoltare impasto su teglietta unta d’olio: questo facilita il porzionamento.
Scucchiaiare usando due cucchiaini da te (non più’ grossi!) e friggere a 175 gradi.
Scolare e cospargere di zucchero.
Conservare in forno  bassissimo, con sportello aperto

… certo poi si puzza veramente per ore (la frittura delle chiacchiere ha puzzato meno, chissà perch’?)

 

AGGIORNAMENTO: leggere sotto commento Clelia per attenuare puzza frittura

 

 

Written by stefano arturi

12/02/2018 at 22:33

Posted in dolci, libri

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6 Responses

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  1. Le ho assaggiate l’anno scorso a Venezia e mai dimenticate. Segno la ricetta che anche se carnevale è passato le farò ugualmente! Seguirò anche i consigli di Clelia sulla frittura! A presto!!

    pasqualina filisdeo

    19/02/2018 at 22:33

    • ciao Pasqualina…. tu farai magari le frittelle ma io già so che quel panettone visto da te… abbastanza irraggiungibile, nel senso che so di non avere la pazienza di dare tempo al tempo e provare e riprovare ecc.. (per non parlare della camera di lievitazioni di cui parli, cose fai-da-te per cui io negato 🙂 ) (ho lasciato un commento sul tuo blog, che forse è sparito…)ciao,s

      stefano arturi

      20/02/2018 at 22:33

      • Grazie per essere passato, ho la moderazione ai commenti. Qualche anno fa ho avuto tristi eserienze con tristi personaggi… Il panettone te lo consiglio. La fatica premia! Ma tra poco colombiamo! Buona serata!

        pasqualina filisdeo

        22/02/2018 at 22:33

  2. Non a freddo ma appena l’olio e ‘ caldo. Le ricette della tradizione sono difficili da scrivere perché spesso nascono da parola in parola o solo guardando le e facendole. E poi ricordati che Biasetto è un pasticcere non un food writer.. ed è persona di poche parole ma non per ‘sentirsi importante.

    Clelia

    13/02/2018 at 22:33

  3. Ciao Ste, la ricetta è come da tradizione. IN casa si usa la farina 00 per farle. Mia suocera, per esempio, aggiungeva le mele tagliate a cubetti. Mia mamma, invece, un po’ di grappa. Ma la ricetta è come l’ha scritta Biasetto. Piccolo accorgimento: quando la fai lievitare, mettila in una ciotola oliata e non solo alla fine, poi..quando friggi nell’olio tuffa un generoso spicchio di limone ed accendi una candela non profumata in cucina. Le vere frioe sono queste..Non quelle piene di zabaione, crema, cioccolato ecc.vche sono buone , ottime ma non sono le frittelle veneziane.

    Clelia

    12/02/2018 at 22:33

    • ciao Clelia, hai ragione> pasta va fatta lievitare in ciotola oliata. ora correggo
      trucco dello spicchio di limone: nell’olio da freddo? proverò’, perché’ questa volta la puzza di fritto e’ stata notevole (ma e’ anche vero che in queste due settimane ho fritto il mondo e forse ho raggiunto il temporaneo limite di saturazione)
      a me le frittelle ripiene non fanno impazzire..le trovo troppo dolci, ma ottime quelle con le mele
      le frittelle di biasetto: buone sono buone, semplicemente osservo che la ricetta forse andrebbe scritta meglio: se non sai cucinare, dubito che riesci a seguirla.
      s

      stefano arturi

      13/02/2018 at 22:33


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