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Quanto basta di cucina & altro

Bônet astigiano di Giovanni Goria (cucina piemontese)

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Ottimo. Goria usa sia amaretti sia savoiardi (sbriciolati), rum e marsala, cacao e caffè: alla fine il dolce, di pur semplice fattura, risulta alquanto complesso al palato, intrigante. O-t-t-i-m-o!

Io lo preferisco a temperatura ambiente, ma spesso è servito freddo.
Si conserva in frigo per giorni.
Una volta cotto, meglio sfornarlo dopo una decina di minuti: in questo modo il caramello è ancora fluido e nulla dovrebbe rimanere attaccato al fondo, ma se ciò succedesse, basta riscaldare lo stampo sul gas per qualche minuto e versare il caramello ora tornato liquido sul dolce.

Il mio caramello è stato portato elle estreme conseguenze, perché a me piace molto il contrasto tra il suo amarognolo e la crema dolce
ho usato uno stampo da charlotte a tronco di cono di 17 cm di base x  13 x 7 cm di altezza e alla fine mi sono avanzati circa 200 ml di liquido che ho cotto in un barattolo della marmellata. Certo, a cucinarlo in uno stampo elaborato da budino forse fa più figura (Goria dice che lo stampo deve essere rotondo ma con una piena, suppongo intenda convesso..?)

Goria non è chiarissimo, mi sembra, sullo zucchero: forse voi capite. Io ho deciso di usarne 150 per il bonet e 100 per il caramello.

é a sufficienza per 12 persone

Bônet astigiano di Giovanni Goria

Uno stampo per charlotte (o altro) rivestito di un caramello scuro fatto con 100 g di zucchero

1 lt di latte intero
2 cucchiai di rum e 2 di marsala (oppure 4 cucchiai di marsala)
una tazzina di caffè e un cucchiaio di caffè solubile
un pizzico di sale (mia aggiunta)
100 g di savoiardi sbriciolati + 120 g di amaretti piccoli sbriciolati
150 g di zucchero
50 di cacao amaro
5 uova

fare bollire il latte e farlo raffreddare un poco. Versarlo sui biscotti, aggiungendo il caffè, il caffè solubile e i liquori. Mescolare per bene.

Sbattere le uova con lo zucchero e il cacao. Lo scopo non è di incorporare aria ma semplicemente di mischiare gli ingredienti. Versare il latte e mescolare ancora.

Fare riposare per una mezz’oretta (Goria non lo dice, ma è una mi abitudine in preparazione di questo tipo)

Versare il composto nelle stampo e fare cuocere, scoperto, a bagnomaria per 30-45 minuti (fino a che sia fermo al tatto).

Rimuovere dal bagno maria, aspettare una decina di minuti e sfornare.

 

 

Written by stefano arturi

11/10/2017 at 22:33

Posted in Varie & Eventuali

5 Responses

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  1. Gran bel risultato Stefano! Non ho mai mangiato questo dolce e ora mi tenti tu con questa versione e Norma Carpignano con la versione in bianco.. prima o poi mi tocca 😀

    giulia pignatelli

    12/10/2017 at 22:33

    • ciao Giulia… ah, il blog di Norma… bene che me lo ha rammentato.. proprio oggi ci pensavo e stavo per scriverle: magari sbaglio mi mi sembrava che fosse diventato “privato” … (il suo libro sembra molto valido): ho visto: eh, anche in versione bianca… fa la sua bella figura…
      io ho usato come testo di riferimento il libro di Goria e lui, al tempo della prima edizione (1990) diceva invece che era quello giallo ad essere il più corrente: i gusti sono cambiati in una trentina d’anni perché effettivamente ora è quello al cioccolato ad andare per la maggiore (forse “suona” più goloso)

      stefano arturi

      12/10/2017 at 22:33

      • Il cioccolato é più alla moda 😉 Per non sbagliarmi li proverö entrambi, ma non ora che qui é tornato il caldo e oreferisco i gelati!

        giulia pignatelli

        13/10/2017 at 22:33

  2. Altri gran bel dessert. Da riprovare. Sono anni che non lo mangio.

    Clelia

    12/10/2017 at 22:33

    • autunno.. tempo di riprovare, no?! puoi scegliere questo o quello in bianco di Norma Carpignano

      stefano arturi

      12/10/2017 at 22:33


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