qbbq

Quanto basta di cucina & altro

Strucolo de spinaze in tavaiol ovvero strudel di spinaci e patate come lo fanno a Trieste, ovvero bollito

with 2 comments

Cucina friulana. Ottimo e non difficile come potrebbe a prima vista apparire (è uno strudel bollito). Impasto degli gnocchi (con l’uovo) steso e ripieno di spinaci e ricotta. Unica accortezza è di farlo della giusta lunghezza in modo che possa sedere abbastanza comodo nella capace pentola in cui dovrà bollire (lo dico al tonto che sono io ovviamente!)
Molto simile a certi pudding inglesi.

Fonti:Quaderno di cucina Triestina, presentato da Fulvia Costantinides, Pillinini Editore, 2000 + The Food of Norther Italy, Anna del Conte + La cucina regionale italiana: Friuli-Venezia Giulia, Mondadori Elects 2008 (il volume fa parte di un’enciclopedia che veviva venduta settimanalmente con Repubblica)

Strucolo de spinaze in tavaiol ovvero strudel di spinaci e patate come lo fanno a Trieste, ovvero bollito

6/8 porzioni

Per la pasta:
700g patate farinose (peso lordo), un po’ più o meno non fa differenza ovviamente
150 g farina 00
pizzico di sale, pepe e noce moscata
1 uovo sbattuto

Ripieno:
1 kg spinaci (peso lordo), puliti, cotti al vapore e ben scolati (io ho usato spinaci giovani e teneri e ho usato anche i gambi e infatti in foto si vede che il ripieno è molto “verde”/generalmente, mi sembra di aver capito, dovrebbe apparire più marmorizzato, segno di minor quantità di spinaci)
burro 50 g
noce moscata, buccia grattugiata di mezzo limone
100 g parmigiano grattugiato
2 uova
250 g ricotta, ben scolata (ad averla buona ne userei anche di più – qui per la maggior parte solo roba a lunga scadenza che a chiamarla ricotta proprio proprio giusto non è)

per condire:
50 g burro
qualche cucchiaio di parmigiano grattugiato

Una capace pentola dal diametro di 30/32 cm (in grado di contenere lo strudel)(idealmente: una pentola da cotechino o una pentola per pesce)

Pelare le patate e cucinarle al vapore. Schiacciarle direttamente sul piano di lavoro e farle raffreddare completamente. Spolverarle col sale, noce moscata, pepe. Distribuire l’uovo sbattuto e spolverare con la farina. Impastare come per fare gli gnocchi: io uso prima un tagliapasta da pizzaiolo/fornaio (bench scraper) e poi le mani.  Ovviamente se si usa più farina, impastare è più facile ma il risultato meno buono.
Stendere l’impasto su un rettangolo di carta forno bagnata fino a che sia circa 30 x 25 cm: o usando un matterello unto (meglio se di acciaio o di marmo) oppure ,come ho poi fatto io, usando le mani, un po’ unte.

Per l’impasto: gli spinaci, ben strizzati, vanno tritati grossolanamente e ripassati in padella ad asciugare e insaporire, con il burro. Aggiungere poi la ricotta, il parmigiano, gli odori e le uova.
Volendo si può aggiungere una dadolata di formaggio tipo montasio giovane.
Stendere gli spinaci sulla base di patate, lasciando un paio di cm ai bordi, Arrotolare aiutandosi con la carta forno e formare uno strudel. Sigillare i lati e avvolgere il tutto nella carta forno. A questo punto è possibile “aggiustare” la forma dello strudel, compattandolo se il caso, come ho dovuto fare io (per farlo entrare in pentola)
Arrotolarlo poi in un canovaccio e legare bene gli estremi e anche nel mezzo.

Farlo sobbollire in acqua piacevolmente salata per 45 minuti. Fare raffreddare per 30 minuti, rimuoverlo dall’acqua e farlo raffreddare per un’altra mezzo’ora
Affettare lo strucolo,collocare le fette in una teglia imburrata, cospargere di burro fuso e parmigiano. Gratinare

 

Secondo molte versioni tradizionali, la morte sua sarebbe condito col sugo d’arrosto. Io l’ho anche servito con sugo di pomodoro, parmigiano e rimasugli di formaggio.

Advertisements

Written by stefano arturi

18/01/2017 at 22:33

2 Responses

Subscribe to comments with RSS.

  1. Ciao Stefano. Non vedo la quantità di ricotta…
    Grazie mille. Grazia da Bologna che ti segue da sempre con stima e curiosità!

    Grazia

    20/01/2017 at 22:33

    • ciao Bruna, grazie, mi era sfuggito. Io ho usato 250 g ricotta, ma un po’ più o meno non penso faccia differenza. …. nelle prossime settimane mi sa che inizio a esplorare proprio la cucina dell’Emilia Romagna sai… quindi se hai buone dritte/ricette di famiglia, passa pure (ad esempio, ho visto che anche nel bolognese esistono biscotti di mais chiamati zaletti….), ciao, sete

      stefano arturi

      20/01/2017 at 22:33


Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: