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Quanto basta di cucina & altro

crostata di mele, cotogne e prugne – Paganini non ripete

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Un’altra della serie: cose ottime nate per caso.

Un guscio di pasta frolla non identificata (dal freezer, molto probabilmente la pasta frolla con farina di polenta da Baking with Julia – ottima e resistente), cotto in bianco e raffreddato
Velo di marmellata

Prugne secche morbide a pezzetti

fettine di cotognata dell’anno scorso

uvette non bagnate

mele e pere a fettine, precedentemente cotte in burro e senza zucchero, alcune mele non sbucciate. Alle quali ho poi aggiunto spezie dolci e mandorle tritate molto grossolanamente

altre prugne e fettine di cotognata, qua e la + cubetti di marzapane, spinti ben bene nel ripieno

crosta di farina di polenta + pangrattato+ ROSMARINO tritato – ottima idea

fiocchetti di burro

cotta a lungo in forno moderato

Written by stefano arturi

29/10/2016 at 22:33

Posted in dolci

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6 Responses

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  1. questo genere di torte da credenza, ricche di frutta profumata, sono le mie preferite. peraltro le cotogne mi piacciono in ogni modo, compreso ovviamente tutto ciò che se ne può ricavare di conservabile.
    bravissimo, posso solo immaginare il profumo!

    lagaiaceliaca

    04/11/2016 at 22:33

    • grazie, io ogni anno non resisto e faccio diverse cose con le cotogne. domani pensavo di cuocerle in uno sciroppo pesante, con delle prugne secche alla fine (e con il succo farci una gelatina).

      stefano arturi

      05/11/2016 at 22:33

  2. Pare meravigliosa, e di sicuro lo è🙂 . Tra l’altro suggerisce un modo per usare la cotognata, cosa non trascurabile perchè in genere non è un ingrediente molto considerato.
    Domanda scema: capisco l’utilità della prima cottura in bianco, ma poi con la successiva ‘lunga cottura’ finale non diventa troppo scura?

    b13ne

    29/10/2016 at 22:33

    • io ogni anni mi lancio nella preparazione della cotognata e poi…. me la ritrovo l’anno successivo, dato che di fatto la mangiamo poi raramente
      sulla cottura: sì capisco dubbio. la seconda cottura è di solito sui 150 gradi e nella parte inferiore del forno + se poi vedo che il sopra rischia di scurirsi troppo ovvero di bruciare, copro con alluminio. generalmente il tutto funziona

      stefano arturi

      29/10/2016 at 22:33

  3. Decisamente di mio gusto Stefano! Mi piace tutto quello che ci hai infilato dentro, se non fosse che la mangerei solo io, la farei immantinente😉 buona giornata

    giulia pignatelli

    29/10/2016 at 22:33

    • eh giulia, a chi lo dici.. da noi è durata tre giorni (in tre persone).. vedi te…🙂

      stefano arturi

      01/11/2016 at 22:33


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