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Quanto basta di cucina & altro

Torta con zucchine, mandorle, olio d’oliva e limone

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torta di zucchine, olio e limone

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(la foto non è mia ma dell’ottimo David Leibovitz ma assicuro che quello è il risultato anche da me ottenuto)(pensavo di aver fatto le foto e invece ….)

Un’ ottima torta che sfrutta le zucchine, da ora veramente di stagione e di qualità . E’ una torta USA, tratta da un gran bel libro sui dolci italiani scritto una pasticcera di talento e da poco scomparsa, Gina De Palma. Ovviamente le zucchine sono usate per dare corpo alla torta e pur essendo presenti in quantità notevole (350g), sono alla fine una presenza discreta.  Nella versione originale sono usate le noci, ma io l’ho trovata migliore e più primaverile con mandorle, inoltre ho eliminato le spezie (vedi osservazioni), eccezion fatta per un sospetto di cannella. La glassa al limone rimane croccante e consiglio di non ometterla. Come sempre l’olio deve essere un extra vergine molto leggero oppure “tagliato” con olio vegetale. Anche io ho usato uno stampo per ciambelle scannellato di 25 cm di diametro, imburrato e infarinato. Si assembla molto velocemente sia a mano sia con un mixer e si conserva egregiamente per due-tre giorni.

 

Torta con zucchine, mandorle, olio d’oliva e limone  (adattata dalla ricetta di Gina de Palma in Dolce Italiano)
12 porzioni circa

150 g mandorle, tostate e tritate grossolanamente
300 g farina 00
1 cucchiaino lievito
1/2 cucchiaino bicarbonato di sodio
1 cucchiaino scarso di sale fine
1 cucchiaino scarso di cannella
la buccia grattugiata di un limone
3 uova
300 g zucchero
250 ml olio extra v oliva molto leggero, oppure metà extravergine e metà olio di semi
2 cucchiaini estratto di vaniglia
35-400 g  zucchine, grattugiate finemente

Glassa al limone
80 g succo fresco di limone
70 g zucchero semolato
140 g zucchero a velo
pizzico sale

 

Portare il forno a 180 °.

Setacciare la farina, il lievito, il bicarbonato, il sale e la cannella. Sbattere le uova, lo zucchero e l’olio fino ad ottenere un composto  leggermente montato, aggiungere la vaniglia,
versare la farina gradatamente  e mescolare bene. Aggiungere le zucchine e le mandorle. Versare nello stampo e cuocere a metà forno per circa 45 minuti (prova stecchino).

Quando la torta è quasi pronta, preparare la glassa. Sbattere lo zucchero semolato con il succo di limone, poi incorporare lo zucchero a velo e sbatrere fino ad ottenere un composto fluido.

Quando la torta è cotta, farla raffreddare per dieci minuti, poi rovesciarla su una gratella. Spennellarla immediatamente con la glassa che, raffreddandosi, si ispessirà e rimarrà (semi) croccante.
Secondo me è migliore se preparata con un giorno d’anticipo.

Osservazioni:
nella versione originale vengono usate 135 g noci; 2 cucchiaini di cannella, un cucchiaino di zenzero e metà cucchiaino di noce moscata.

se si usano le noci, si potrebbe usare olio di noce

Le torte dolci con le zucchine sono tipiche della cucina USA ma esiste anche un dolce tipico viareggino a base di zucchine: la scarpaccia viareggina. Anni fa provai la versione del celebre Righi Parenti e non mi piacque, voglio ora provare  a rifarla utilizzando questa versione e quella suggerita da Paolo Petroni come punti di riferimento.

 

Written by stefano arturi

06/06/2016 at 22:33

Posted in dolci, libri, verdure

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9 Responses

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  1. Mi sono accinto, e la torta è ottima, grazie Stefano! Quella delle zucchine è una presenza, come dici tu, discreta ma ben percepibile e si mescola perfettamente col sapore delle mandorle e degli aromi, e dell’indispensabile (hai ragione) glassa.
    Solo gli irridubili si sono insospettiti, ma la maggioranza degli assaggiatori, benchè sorpresi, ha gradito moltissimo.
    Preciso solo che la preparazione è stata avventurosa perchè scoprii troppo tardi di avere troppo poco zucchero in casa (incredibile per chi mi conosce) ed erano quasi le 23, per cui ho usato in parte zucchero di canna.

    Un problema l’ho avuto poi con la glassa: seguendo le tue dosi era decisamente liquida.
    Ho dovuto mettere il dolce in frigorifero raccogliendo continuamente quella parte di glassa che cadeva sul piatto riponendola sulla superficie della torta finchè, ma dopo quasi 24 ore, non si è solidificata definitivamente (ed era buonissima). Cosa ho sbagliato?

    b13ne

    13/08/2016 at 22:33

    • ciao + bene che anche tu ora abbia una ricetta ok in più nel tuo repertorio. glassa: anch’io la prima volta ho avuto problemi (molto liquida) , poi invece, le volte successive (ho fatto questa torta molte volte per un paio di mesi), ha funzionato. ho ricontrollato la fonte originaria e confermo che le dosi sono esatte, anche se ti riporto le quantità US per sicurezza: 1/4 cup succo di limone, 1/3 cup granulated sugar e 1 cup confectioner’s sugar. Tieni conto che io ho pesato gli ingredienti (per convertirli da quelle odiosissime cup americane) solamente una volta, per sicurezza, e poi mi sono affidato alle mie note (da qui appunto quegli 80 g di succo di limone): potresti, se vuoi ripetere la torta, provare a ridurre il succo di limone a 60g magari (do per scontato che tu non abbia le cup americane). Inoltre ricordiamoci che non esiste una precisa corrispondenza tra ingredienti us, british e italiani (o francesi ecc…): ad esempio la all-purpose flour US e Uk non corrisponde pienamente alla farina italiana 00….. ma tant’è: si segue una ricetta e poi,sempre, si devono fare micro-aggiustamenti. a me piacerebbe ora provarla con i pinoli, ma qui costano una follia e sono per la maggior parte cinesi, mannaggia!…anyway: ciao per ora e fammi un fischio se necessiti di altre delucidazioni. ciao, st

      stefano arturi

      13/08/2016 at 22:33

      • Ciao Stefano, grazie per la risposta! Ti sei fatto poi un’idea sul perchè la glassa ti sia venuta così liquida la prima volta (magari lo zucchero semolato? Abituati come siamo a leggere sempre che la glassa si fa con lo zucchero a velo), dato che poi è andata migliorando?

        E comunque hai usato sempre le stesse dosi? Se mi dici così le ripeto anche io senza ridurre il succo di limone a 60 g.
        P.S. Io i cup li posseggo :)) Un set completo multicolore, carino davvero, che mi fu portato in regalo. Comprende addirittura i Tsp e Tbs e poi 1/4, 1/3, 1/2 e 1 cup. Ma tanto chi li usa mai🙂 ?

        Ciao, Bruno

        b13ne

        13/08/2016 at 22:33

        • ciao bruno
          no. non lo so, anche perchè io di glasse so ben poco, in generale non amandole e non facendole. tieni anche conto che veramente la conversine cup to grams è difficile o meglio non da risultati costanti (dipende da come prelevi la farina dal sacchetto, se la farina è compatta oppure no…. per lo zucchero semolato più facile, ma con quello a velo stesso problema). io ho sempre poi seguito le mie dosi. ma perchè, avendo tu le cups, non provi a seguire la ricetta originale? giusto per vedere se esistono differenze… questa: http://www.babbonyc.com/dolci/zucchini-olive-oil-cake/
          fammi sapere
          ciao, s

          stefano arturi

          13/08/2016 at 22:33

  2. Stavo per accingermi poi mi sono bloccato sul ‘grattugiate finemente’ riguardo le zucchine. Non credo sia il caso di usare la grattugia da parmigiano e tanto meno quella che produce simil-julienne. Posso adoperare il tritatutto elettrico? In fondo per il pesto di zucchini funziona bene.
    (Il fatto di essere un dilettante mi permette di porre anche domande ingenue con tranquillità🙂 )
    Ciao e grazie

    bruno

    30/06/2016 at 22:33

    • ciao Bruno
      io ho usato sia uno degli accessori del mio magimix che le ha grattugiate a fiammifero fine sia la grattugia a mano, quella a scatola, con i fori grossi. Non ho notato differenze. Importante è non ridurre le zucchine a poltiglia. + tranquillo: siamo tutti dilettanti in un certo senso, dato che c’è sempre da imparare da tutti. grazie e ciao. s

      stefano arturi

      30/06/2016 at 22:33

  3. Unaa torta di zucchini è anche specialità di Murisengo in Piemonte. La ricetta in breve: Un chilo di zucchine bollite e ridotte in purea badando che questa non sia acquosa. eventualmente lasciar scolare in un colapasta per una mezz’ora
    quattro etti di amaretti finemente tritati
    mezzo etto di cacao amaro, zucchero a piacere, purchè sia il minimo in dispensabile.
    Quattro/cinque uova intere, regolarsi in base alla grossezza.
    Mescolare gli ingredienti alla perfezione, e versarli in una tortiera foderata di carta forno bagnata e strizzata, l’altezza dell’impasto non deve essere alto più di tre dita. Cuocere in forno dolce, tenendo a portata di mano il fatidico stecchino. consistenza e umidità devono essere simili al bonet piemontese.
    Servire a temperatura ambiente con ciuffi di panna montata o una pallina di gelato.
    si può preparare anche con mele golden delicious e in quel caso lo zucchero è completamente superfluo. Certo però che non sarà più la torta di Murisengo. La torta di Murisengo è fatta con gli zucchini.
    saluti cordiali

    dede leoncedis

    07/06/2016 at 22:33

    • dede grazie! gran bella ricetta. s

      stefano arturi

      07/06/2016 at 22:33

      • Dalla memoria tenta di risalire una torta di zucchini che però non mi riuscì bene… Vado a vedere… Grande seduzione quella glassa al limone.

        Artemisia

        08/06/2016 at 22:33


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