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Quanto basta di cucina & altro

Cibo a temperatura ambiente

with 8 comments

Qui sta facendo un’estate bella: giorni e giorni di sole caldo, poi magari una giornata più freschetta, poi ancora sole e caldo. Per la maggior parte degli inglesi (quelli che osservo dal mio limitatissimo punto di osservazione) tutto questo ben di dio di bel tempo è quasi.. un incubo! Troppo, troppo caldo! Si aggirano per Lyme Regis affaticati, anzi spossati, rossi paonazzi, spesso al limite dell’ustione, disperatamente alla ricerca di rinfresco: una limonata, una limonata per il mio regno!, o meglio, più verosimilmente:  una birra, anzi due, per il mio regno!

Detto ciò, guai,  mai e poi mai, osare offrire loro un cibo che non sia ben caldo, preferibilmente bollente. L’inglese medio non capisce il concetto di “cibo a temperatura ambiente”: può al massimo accettare delle insalate, ma molto raramente dei cibi-non insalata che non siano ben caldi: la lista delle vivande che io servirei a temperatura ambiente, soprattutto con questi caldi, è lunghissima: peperonate, caponate & parmigiane varie, certi fricandò di verdure, carne/pesce in carpione, minestrone alla milanese, passato di piselli/di pomodoro/di cetriolo, certe minestre dense di verdura, frittate, verdure imbottite, tielle-gratin che dir si voglia di pesce o di verdura, ecc ecc ecc—–

… quante parmigiane mi sono ritornate in cucina: not hot enough! can u reheat it please… Il cuoco sottoscritto alza gli occhi al cielo, sbatte il piatto nel forno a 265 gradi per 9 minuti, 99 secondi, 999 microsecondi, auspicando che il cliente-che-ha-sempre-ragione si procuri poi una diabolica scottatura alla lingua…

… e penso e ripenso e ri-ri-ripenso…  a gandhi,  alla non violenza, ai fiori di loto, alla pace universale, ma è dura, molto dura.

ps: ormai ne sono convinto: l’inglese medio proprio non sappia mangiare, abbia il palato tra l’alluce e il calcagno e si meriti lo stato disastroso della cucina locale (cucina intesa come pratica quotidiana, abituale e sistematica del mangiare bene).

… suppongo si capisca che sono in piena fase High season/16 hours a day non stop, puzzando di cipolla…

Written by stefano arturi

27/07/2014 at 22:33

8 Responses

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  1. devi deciderti a fare piatti senza cipolla!😉

    martuzza

    05/08/2014 at 22:33

    • ciao stefano, come stai? che pazienza!
      cmq, ti posso garantire che anche in italia non tutti sapranno mangiare e apprezzare i cibi che cucini, basta guardare nel carello di spesa al supermercato (faccio spesso). mangiare bene e sempre un arte, quindi richiede la fatica per imparare.
      buona estate! si po fare bagno a Lyme?
      p.s. grazie mille per le polpette (ho studiato indice), finalmente, finalmente sono riuscita a farle bene.

      dariamikhaylova

      07/08/2014 at 22:33

      • ciao daria
        grazie. … i bagni a Lyme: allora i vecchietti locali mi dicono che a settembre e per circa un mese, se ha fatto una buona estate, come questa, i bagni si possono fare… prima acqua troppo fredda.. detto ciò qui sono in moltissimi, soprattutto bambini, incoscienti, che si tuffano… io mai fatto.. per me rimane sempre e comunque gelida.
        s
        ps: le polpette… grazie… le stiamo facendo anche quest’anno…. prima le cuocio a bassa temperatura e poi le ripasso nella salsa di pomodoro…. s

        stefano arturi

        09/08/2014 at 22:33

  2. ahhh quanta pazienza!! ma tu non perderla, per ogni un inglese che non capisce niente sono sicura che ce ne saranno decine di altri che capiscono benissimo e si godono la tua buona cucina come faremmo noi che invece non possiamo perché lontani! eh ma io prima o poi ci verrò, ah, se ci verrò! magari non in alta stagione però, così mi fai fare pure un giro in cucina?! Tieni duro!

    Serenkke

    31/07/2014 at 22:33

  3. Santa pazienza… mi sa che non se ne esce! Vorrei essere io al posto loro ed avere il privilegio di assaggiare i tuoi piatti. Complimenti per i tuoi libri, vi ho trovato ricette molto interessanti, pratiche, di buon gusto che hanno stimolato la mia curiosità. Offrono spunti e idee a persone che come me magari hanno iniziato da poco a star dietro i fornelli, in cucina si applicano ma non hanno le nozioni di base e il supporto della fantasia e quindi non “osano”.
    👍Great!

    Blue_jilt

    28/07/2014 at 22:33

    • grazie… e ricorda che cucinare bene è quasi sempre frutto di pratica,.. ovvero più uno fa più diventa bravo.. mai credere a chi dice che ha la cucina “nel sangue”.. nessuno nasce imparato. punto. tutto il resto sono cretinate snob… la buona cucina è 90 per cento pratica e ripetizione e 10 per cento “disposizione”.

      stefano arturi

      09/08/2014 at 22:33

  4. Ma povero!!!! :DDD
    Vieni a cucinare da noi! inteso come “a casa mia e del Compare”!!! Peperonate a parte, sapremmo fare grandissimo onore alla tua cucina!!!
    detto questo: ohmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm ^_________________________^
    Un abbraccio!

    Gata da Plar Mony

    28/07/2014 at 22:33

  5. Di certo non deve essere facile, a volte persino frustrante…ma nel leggerti mi veniva tanto da ridere!!
    Gli inglesi sono molto originali ma io sono profondamente affascinata dalla loro candida “barbarie”. Forse perché, in fondo, vivo altrove.😉

    panelibrienuvole

    27/07/2014 at 22:33


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