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Quanto basta di cucina & altro

Eve’s pudding – cucina inglese

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Un classico dolce inglese: mele asprigne sotto una coltre di torta alle mandorle, un dolce che va mangiato tiepido, accompagnato da una ricca crema inglese, a temperatura ambiente. Un dolce non-dolce: oltre alle mele dolci, bisognerebbe usare anche una parte di mele selvatiche (che qui si trovano) oppure di una varietà come la Bramley, molto aspra e che quando cuoce letteralmente si disfa, diventando una crema. In Italia ho sempre usato metà Granny Smith e metà Renette. È un nursery pudding, un dolce per bambini ma che anche gli adulti amano, peccato sia un po’ caduto nel dimenticatoio. Con l’avanzare della bella stagione al posto delle mele userò il rabarbaro (che ora qui sta iniziando a fare capolino nei negozi), poi l’uva spina, le albicocche e i frutti di bosco.La ricetta è tratta dal mio English Puddings dove compare, per un errore di traduzione, come Eve Pudding/Il pudding di Eva. L’abbiamo proposto al Caffè già alcune volte, sempre con grande soddisfazione, nostra e dei clienti: se volete provare la cucina dolce inglese, questo è un buon inizio.

Eve’s pudding – Il pudding della vigilia

Questa è la mia versione di uno dei dolci famigliari più popolari, semplici e allo stesso tempo piú gratificanti. Nel settecento si trattava di un pudding bollito, ripieno di mele e nell’Ottocento era ancora un pudding bollito a base però di pane, mele e uvette. Ad un certo punto si evolse in un pudding più elegante: mele sotto una ‘coperta’ di torta. Oltre che con le mele, la versione più comune, si può anche preparare con uva spina, pesche e albicocche (snocciolate e tagliate a metà/quarti). Con i mirtilli o i lamponi (circa 300 g, per 4) è superlativo

Per 4-6

700 g di mele, sbucciate e affettate sottilmente
Il succo e la buccia grattugiata di 1limone
1 chiodo di garofano
2 cucchiai di zucchero (soft brown sugar)
2 cucchiai di gin

Per la torta:
150 g di burro
120 di zucchero (caster sugar)
Un pizzico di sale
1 cucchiaino di essenza naturale di vaniglia
La buccia grattugiata di 1 limone
2 uova
40 g di sfarinato (farina) di mandorle
80 g di farina  00
1 cucchiaino scarso di lievito per dolci
Latte q.b.

una pirofila da forno di 20-22 cm di diametro, bene imburrata

Scaldate il forno a 180º.
Versate le mele, il succo di limone, il chiodo di garofano, lo zucchero e il gin nella pirofila.
Mettete tutti gli ingredienti per la torta nella coppa del mixer ed azionato fino ad ottenere un impasto morbido, aggiungendo il latte (ma ‘funziona’ bene anche il succo filtrato di 1 limone) , se necessario per ottenere una dropping consistency. Ovviamente questo impasto può anche essere preparato con delle fruste elettriche, unendo il burro liquefatto e freddo a tutti gli altri ingredienti.
Versate il composto sulle mele e livellatelo come potete.
Infornate e cuocete per 45 minuti o finché il dolce non sia di un bel colore dorato scuro.
Non è da incivili mangiarlo freddo, ma caldo-tiepido è più buono, soprattutto se servito con panna fredda o custard alla vaniglia.

Note, Marzo 2013
E’possibile prepararlo in anticipo, magari in cocottine: si conservano in frigorifero per due-tre giorni senza problemi.
Aggiungere anche un quarto di cucchiaino di essenza naturale di mandorle all’impasto.
Per soft dropping consistency si intende un impasto morbido, ma non liquido.

Written by stefano arturi

08/03/2013 at 22:33

Posted in dolci, frutta, libri, Lyme Regis, The Mill cafè

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9 Responses

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  1. Ciao Stefano,faccio anch’io l’Eve’s pudding ogni tanto.Non uso la farina di mandorle,ma a parte quello,la ricetta e’ piu’ o meno la stessa..Ottimo con la custard,soprattutto se fatto con le Bramley.Hai ragione sui dolci inglesi.Per quanto riguarda l’E5 Bakery,ci sono stato e so che il loro Hackney wild,se ben ricordo,e’ stato votato tra i pani migliori di Londra.Ho solo assaggiato uno dei loro pani ed era buono,se penso al pane che circolava a Londra fino a 15-20 anni fa,non posso che essere riconoscente.Forse pero’ sono un pochino hyped.Vorrei segnalarti la Pizzeria Sodohttp://sodopizza.co.uk/ che penso appartenga a loro.(In Upper Clapton).Secondo me tra le top 4 pizza a Londra.La conosci?
    Ciao

    andrea

    09/03/2013 at 22:33

    • ciao andygrazie per segnalazione pizza. non conosco.Pane di Hackney: io ci sono stato l’anno scorso e –.lo ammetto– molto deluso: il pane non era venuto bene, me lo avevano detto loro, ma era ugualmente in vendita…! Mah… che dire.. non per fare sborone .. ma forse alla fine preferisco spendere le 5 sterline a quarto e comprarmi vero Poilane… cmq: hai ragione: grandi miglioramenti rispetto ad anni e anni fa. MI stupisce tuttavia tutto questo hype, ma, sempre pi. sono convinto che gli inglesi abbiamo un rapporto mooolto strano col cibo. Sul pane poi…si apre un baratro: sopratutto nel mondo sourdough, che per molti inglesi una cosa spessa, mattonellosa e pesa: ripeto: gimme Poilane any and evey day.La pizza uno dei miei cibi preferiti. Io ho iniziato a farla sourdough da Tartine e devo dire che buona. Questo non vuole dire che in Italia il pane sia sempre e cmq migliore: anche a Milano impresa e trovare michette buone ormai difficile, ma mi stupisce che gli inglesi abbiamo perso quasi completamente la loro arte bianca. dove trovare un cottage loaf buono? hai mai letto e usato E. david’s bread book? molto bello.ti lascio, in mega ritardo oggi. vado a cucinare. grazie ancora per segnalazione pizza_cibo degli deiste

      > Date: Sat, 9 Mar 2013 08:39:09 +0000 > To: stefanoarturi@hotmail.com >

      stefano arturi

      09/03/2013 at 22:33

  2. Lo proverò di sicuro…ma il gin è fondamentale o sostituibile?

    supercaliveggie

    08/03/2013 at 22:33

  3. Ma io volevo una foto!!!!!! Non sai quante volte mi sono detta che avrei dovuto farlo questo dolce e ancora non mi sono cimentata… magari la foto mi avrebbe convinta😀

    giulia pignatelli

    08/03/2013 at 22:33

    • !! le foto… la maledizione di ogni food writer…io le “reggo” poco, a meno che siano veramente “scatti rubati dal vivo”: Quelle foto leccate, col cibo nei barattoli, con nastri di rafia in primo piano, con le cose al cucchiaio…ecc ecc ecc.. proprio nun le reggo e non fanno per me. Molto poche le foto di food che valgono,. In Italia poi, in questi ultimi anni, mi sembra che in molti abbiano adottato uno stile simil cavoletta-che di fatto-è una ripresa di donna hay-ovvero roba vecchia di anni-ma tutto se sempre in sfondo bianco ecc ecc…poche voci, o meglio obbiettivi originali …
      —- vedi, mi hai colto sul vivo🙂
      … cma giulia, prova dai! anche perchè le mie foto in genera fanno veramente schifo🙂, mentre la ricetta merita
      ste

      stefano arturi

      08/03/2013 at 22:33

      • concordo in toto sulle foto, anche le mie non sono decenti, a malapena metto a fuoco😀 Però, visto che la prepari al ristorante, intendevo proprio un orribile foto fatta lì, nel disordine della cucina ;D

        giulia pignatelli

        10/03/2013 at 22:33

  4. effettivamente sembra un ottimo primo passo verso la cucina dolce inglese, grazie

    dede

    08/03/2013 at 22:33

    • ciao dede… grazie a te: la cucina inglese è molto bistrattata: per carità qui in uk hanno ormai perso la cultura del buon mangiare, come pratica quotidiana e “normale”, ma la loro cucina, cucina di un paese nordeuropeo, può essere molto buona: grandi piatti di carne, ottime pie, soup molto ricche e poi… ovviamente.. i dolci… che, so di attirarmi strali, in generale, e come tutti i discorsi ” in generale” da prendersi con le pinze, sono migliori dei nostri, proprio perchè meno dolci, più seduttivi, giocati spesso sul contrasto acidulo/dolce. ciao. ste

      stefano arturi

      08/03/2013 at 22:33


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