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Quanto basta di cucina & altro

Cipolle bollite, formaggio e uova in camicia / quasi un’acquacotta – cucina inglese

with 17 comments

… non sembra un gran che vero? E non che in inglese suoni meglio: boiled onions, Lancashire cheese and poached eggs. Eppure assicuro che e’ un piatto molto buono e forse non avrei dovuto avere dubbi dato che il  papa’ di questa ricetta e’ uno chef di cui ho gia’ parlato e che ammiro molto: Simon Hopkinson (da questo libro / eccellente). Gli inglesi chiamano questo tipo di mangiare “comfort food”: non stupisce,  a tasso calorico generalmente elevato, che coccola e fa stare bene. Ruttino e poi a nanna con la boule dell’acqua calda.
Se di cucina povera a volte si parla a sproposito, questo piatto (che mi ha conquistato anche per la sua somiglianza a certe acquecotte italiche) invece si merita proprio un appellativo doc quanto a ingenuita’, schiettezza, semplicita’ ed economicita’.

Si tratta veramente di cipolle cotte in due dita d’acqua con una generosa dose di burro e poi cosparse di formaggio, il tutto passato al grill e sormontato da un uovo in camicia. Ripeto: cibo non impegnativo, che scivola voluttuoso e innocente allo stesso tempo giu’ per la gola.
Qui stava nevicando di brutto e questo piattino si e’ inserito egregiamente nel mood “ma che freddo fa”.
Simon Hopkinson usa il formaggio Lancashire e io ho scrupolosamente ubbidito, optando per un Lancashire giovane, sbricioloso e poco impegnativo. Errore: meglio adoperare un formaggio un po’ meno mammoletta e piu’ di carattere, per giocare di contrasto con la dolcezza delle cipolle (Pecorino, Parmigiano…??)(comunque l’errore e’ stato mio dato che nell’originale si parla di Lancashire or other tasty cheese, il che mi doveva fare capire parlavasi del Lancashire piu’ maturo e macho).

Le cipolle devono essere bianche (concordo con il super chef: cipollose ma non eccessivamente) e pure il pepe  deve essere candido (dissento: non ho mai avvertito una grande differenza fra il pepe bianco e quello nero e non voglio avere in dispensa ingredienti inutili). Il formaggio non deve prendere colore, ma semplicemente sciogliersi (mi chiedo or ora se un Asiago possa funzionare…fatemi sapere cosa ne pensate…). Un piatto delicato, anche d’aspetto, dato che le cipolle bollite perdono tutta la loro passionalita’ e si tramutano quasi in gigli gentili (ok, esagero…).

Ovviamente non ci sono trucchi/ segreti particolari per cuocere bene le uova in camicia, se non che devono-assolutissimamente- devono essere freschissime. Io le verso in una pentola larga e bassa, piena di acqua che sta per raggiungere il bollore e le faccio cuocere per 4/5 minuti (se interessati consiglio visione di questo)..

Cipolle bollite,  formaggio e uova in camicia / quasi un’acquacotta
Per 4 persone

500 g di cipolle bianche, affettate finemente (ma coarsely but neatly diced nell’originale)
350 ml acqua
60 gr burro
sale e pepe
1 foglia d’alloro (facoltativa)
250/300g formaggio  grattugiato (vedete sopra indicazioni)
4 uova in camicia
prezzemolo tritato

Cipolle, burro, acqua, sale, pepe e alloro: in una pentola a cuocere piano piano, per mezz’ora circa. Scodellate in ciotole che possano andare sotto al gril, spolverate col formaggio e fatelo sciogliere. Aggiungere le uova, una spolverata di prezzemolo e servite con del buon pane casereccio.

Written by stefano arturi

24/01/2013 at 22:33

17 Responses

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  1. Fatto ieri sera. Ho asciugato un po’ le cipolle e usato l’asiago. un piatto coccola. Grazie🙂

    Anne Guérin

    05/02/2013 at 22:33

    • de nada. si’ piatto per ferbbario che puo’ essere freddo. non so per quale strano motivo ma l’asiago mi manca molto come formaggiio, forse perche’ era uno dei formaggi che mi compravano da piccolo o forse perche’ qui non si trova facilmente e ovviamente ti manca quello che non puoi avere.

      stefano arturi

      05/02/2013 at 22:33

  2. Questa mi piace molto e mi fa venire in mente le cipolle al sale di Fassa… le conosci? se no, devi rimediare perché son davvero buonissime… senza uovo, però: che qui aggiunge sicuramente un tocco in più. Le faccio ad Irene, ne va matta, e ti farò sapere.🙂

    Teresa De Masi

    30/01/2013 at 22:33

    • no che non le conosco. Ma queste cipolle si fassa sono una ricetta o un tipo di cipolla. ciao

      stefano arturi

      02/02/2013 at 22:33

  3. Che ricetta interessante! Proprio da sera invernale fredda ed umida…

    chipemerletti

    25/01/2013 at 22:33

    • Mi ha incuriosito così tanto che la sto facendo or ora…

      chipemerletti

      26/01/2013 at 22:33

      • !!… facci sapere cosa te n’e’ sembrato. ste (e eventuali suggerimenti, ovviamente). stefano

        stefano arturi

        26/01/2013 at 22:33

        • Ho appena lavao il piatto ed era squisita! Io non ho messo l’uovo in camicia perchè non ne avevo voglia ma le cipolle così erano.. veramente buone! Ma, secondo te, non verrebbe bene anche con le rosse di tropea?

          chipemerletti

          26/01/2013 at 22:33

          • penso di si quanto a gusto, ma non quanto a colore, dato che cuocendosi diventano di un indefinito color marroncino. secondo me la bonta’ di questo piatto sta anche nel suo aspetto latteo… ma.. come dire… prova (anzi: ri-prova) e fa sapere. cmq mi fa piacere che ti sei fidata e hai provato. ciao e buona domenica, ste

            > Date: Sat, 26 Jan 2013 19:12:43 +0000 > To: stefanoarturi@hotmail.com >

            stefano arturi

            26/01/2013 at 22:33

  4. avvero una bella ricetta e ti credo sulla parola che sia molto buona… amo le cipolle cotte,. Buona giornata!

    giulia pignatelli

    25/01/2013 at 22:33

  5. Buona questa ricetta umile e poverella! E poi in frigorifero ho ancora una scorta italiana di parmigiano e pecorino attentamente centellinati…

    supercaliveggie

    25/01/2013 at 22:33

  6. Stavo per dirti “ma come sei bravo con le parole, dovresti scrivere un libro” poi mi sono ricordata che lo hai gia’ fatto! che buona questa simil acqua cotta, ora: come trovare il Lancashire….

    Giulia

    24/01/2013 at 22:33

    • onestamente io penso che … il Parmigiano dovrebbe funzionare bene, l’unica cosa e’ che forse sotto il grill non si squagli facilmente e si colori subito (ops, controsenso, ma ci siamo capiti, spero). Io proverei con un qualunque formaggio deciso ma che si scioglie bene, ciau.s

      stefano arturi

      25/01/2013 at 22:33

  7. Ho visto Simon Hopkinson martedi e ti ho pensato immediatamente!E’ un pochino piu’ camp rispetto a quando sta di fronte alle telecamere ed assolutamente nel suo elemento in foodie Soho.Una ricetta nel libro da te menzionato mi ispira particolarmente (melanzane con masala paste,se ben ricordo).L’ho copiata e’ messa da qualche parte….In effetti il piatto proposto e’ quasi italiano!
    Ciao.

    Andrea

    24/01/2013 at 22:33

    • Ciao Andrea…hi hi hi, si’ lo immagino, che SH sia camp: voglio dire, la sua scrittura spesso e’ camp per me… e un certo suo humour gay/camp e’ evidente. Nn mi ricordo di averlo mai visto di fronte alle telecamere, devo fare una ricerca su You Tube, anche se a volte, mi dico, che certi personaggi bisognerebbe lasciarli la’ in quella sfera in cui li si e’ conosciuti, in questo caso la pagina scritta… a volte l’incontro con la persona reale (incontro ‘a video”) puo’ essere deludente (ma quasi sempre prevale la curiosita’). Non so se conosci Elizabeth David, uno dei mie food writer preferiti (grandi ricette, grande stile, grande gusto): lei rilascio’ alcune interviste TV (ora introvabili, se non erro) e chi le vide mi ha sempre detto che lei non ne “usciva molto bene” e che risultava snob e molto poco simpatica/quando poi, negli scritti, lei risulta sharp si’, ma anche molto, molto divertente. ciao, s (ps Soho oramai piu’ che foodie e’ diventato, o meglio ridiventato forse, un gigantesco, ininterrotto caffe’/ristorante/false bakeries, che quasi vorresti urlare> datemi un negozio di bulloniii!!!)

      stefano arturi

      24/01/2013 at 22:33

      • Hopkinson ha fatto una serie televisiva “The good cook”,piuttosto interessante.Purtroppo non la trovo su Youtube, forse ci sono problemi di copyright.Penso che David sia stata la migliore food writer che L’inghilterra abbia mai avuto,meglio di Jane Grigson,Dorothy Hartley etc.(comunque bravissime)
        Non aveva peli sulla lingua e cio’ la rendeva un po’ ostica ,pero’ pochi sanno scrivere cosi.Vorra’ dire che la tua prossima ricetta sara’ della David,
        Ciao!

        Andrea

        24/01/2013 at 22:33

      • Ah ecco… The Food Cook non ce l’ho> anche ieri me lo sono sfogliato ma non mi convince, mi sa molto di riciclone di ricette, o forse ho avuto la sfortuna di atterrare su ricette che lui aveva gia’ proposto in altri libri, ma non sapevo che ci fosse anche una serie tv (ma tu Andrea, ndo stai?UK o altro?).
        food writer: David: si’,hai ragione: quando lavoravo per Cucina Italiana e intervistavo chef e food writer qui da Londra, intervistai anche Arabella Boxer e Claudia Roden: entrambe, in quella maniera squisita che pero’ ti ammazza, ricordo molto bene come descrissere E David “hugely talented indedd, but, oh, so difficult!” ah ah ah… + alia commenti che ovviamente non ho potuto pubblicare, hi hi hi.
        se ti capita (ma magari conosci gia’) sfoglia anche: http://www.persephonebooks.co.uk/authors/agnes-jekyll/. continua a buttarmi nomi, se e quando hai tempo: mi fa sempre piacere scoprire gente che non conosco. ciau. ste

        stefano arturi

        25/01/2013 at 22:33


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