qbbq

Quanto basta di cucina & altro

Tortino di bietole con pinoli e uvetta

with 5 comments

Tortini di bietole.… ovvero quelle che a Milano chiamiamo “coste”,  che diventano “Blettes” in Francia e “Swiss chards” qui in Inghilterra. In Italia in questo periodo ve le tirano dietro, qui ho dovuto prenotarle una settimana prima, poi mi dicono che “No, sorry: nothing at the market” & mi fanno cambiare menù il giorno prima , poi mi richiamano e “We found them!!. Real beauties..” e io tiro sospiro di sollievo (anche perché il prezzo mi sembrava ok:giusto per darvi un’dea: le ho pagate 2.50 sterline/kg, all’ingrosso). Tutto questo ottovolante emotivo, ma ne valeva la pena.

Qui nella tundra inglese (quanto a facilità di (non) reperire ingredienti: niente Parmigiano, niente arance rosse, niente biete/erbette/catalogna/cime di rapa/cardi/carciofi decenti/broccolo romanesco, niente mozzarella buona, niente ricotta, niente Parma decente ecc ecc ecc. ci siamo capiti, nevvero?), cucinare con le verdure diventa un problema: ai voglia a fare patate, verze, parsnip e turnip, sedani rapa… ogni tanto mi viene la voglia delle “nostre verdure” e … mi prende sconforto. Questa volta però ce l’ho fatta e abbiamo preparato questi ottimi sformatini di bietole, da una ricetta di Marcella Hazan: lei parla di “Tegliata di biete” e io è un nome che non ho mai sentito (scusate anacoluti e stile la lanzachenecco), ma di fatto è un procedimento/accostamento di ingredienti che riconoscerete, ovvero saldamente italico (e che forse ha radici nella cucina giudea, mi verrebbe da dire).

In due righe si tratta di un tortino di:

bietole, foglie e gambi, bolliti e tritati al coltello. Ripassati al burro con della cipolla tritata. Uniti poi a uova, parmigiano (grana da queste parti [preciso che comunque a me il Grana piace molto e a volte lo preferisco al Parmigiano, confesso]), uvette, pinoli tostati, noce moscata e pepe nero. Il tutto in tortiera (o mini stampi) ben imburrata e cosparsa di pangrattato. Si spolvera di pangrattato e si zigzaga di olio. In forno caldissimo fino  a quando si forma una crosticina crosticiosa. Tiepido è più buono.

Anche gli inglesi più ostici, quelli che si farebbero “beef and two vegs” pure a colazione, si sono innamorati della bietola italiana.

Written by stefano arturi

11/12/2012 at 22:33

5 Responses

Subscribe to comments with RSS.

  1. ah, sono proprio contenta allora, che tu la conosca – versione originale – e che ti piaccia! E’ un mio “gusto d’infanzia”….
    Vero che ci sono cose proprio buone da quelle parti. I barbagiuan (frittelle di bietole), la pissaladière rossa o bianca (strapiena di cipolle), i pan bagnàt fatti come si deve e con buon pane… la fougasse mentonnaise! Tutte cose che mi faceva la nonna. Onestamente preferisco il sud-est che il sud-ouest per quanto riguarda le specialità regionali… sono più affini alla nostra cucina italiana (ligure soprattutto).

    marta

    03/01/2014 at 22:33

  2. Hai mai sentito parlare della variante dolce con pasta sopra e sotto, la tradizionale “tourta de blea” nizzarda? Quando ero piccola e con i miei genitori attraversavamo le Alpi per andare dai nonni francesi, facevamo sempre una pausa a Tenda (che è a metà strada tra Cuneo e Menton) e quella tarte aux blettes dolce, coi pinoli e l’uvetta, che non ci facevamo mai mancare, ancora me la sogno….
    http://variations-gourmandes.blogspot.fr/2012/10/tourta-de-blea-nissarda-tourte-de.html, o anche in inglese http://foodie-isms.com/?p=6811
    (ovviamente senza tutto quell’inutile zucchero a velo sopra… più spartana era la nostra, ma buona da mangiarne un ettaro!)

    marta

    03/01/2014 at 22:33

    • una fra le mie crostate preferite. fatta molte volte e in diverse versioni. funziona anche con gli spinaci. a volte ho anche aggiunto cubetti di mela o fettine di mela cotogna cotta… in generale una bontà. mi ricordo un lungo giro di nizza per andare a scovare questa pasticceria dove in teoria facevano una tourta de blea ottima… ed effettivamente… il sorriso che si stampò sul faccione mio e di paul al primo azzanno.. notevole… la cucina di quella parte di francia-italia molto buona in generale.

      stefano arturi

      03/01/2014 at 22:33

  3. Mi piace questa versione con uvetta e pinoli e, soprattutto, la noce moscata!!! Ma sai che io ce le metterei crude le biete, lo faccio anche con i carciofi che sono più duri e cuociono bene… buona giornata e buon natale, se non ci sentiamo più ;D

    giulia pignatelli

    21/12/2012 at 22:33

    • ciao giulia
      ho provato anche quella versione ma non ha funzionato, per me. le verdure cmq rilasciano acqua che va ad ammollare la crosta. ma se provi e ti riesce, fammi sapere. ciao. ste. (gran bel rosso quei pomodori, effettivamente + non sapevo che era meglio bollirli prima nel vino. oggi provo magari)

      stefano arturi

      21/12/2012 at 22:33


Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: