qbbq

Quanto basta di cucina & altro

cene al caffè del mulino

with 3 comments

Al venerdì e sabato facciamo delle cene al caffè, cose italiane ma non solo. ieri sera abbiamo fatto una serata promozionale (ovvero, non facendo pagare il cibo, ma solo le bevande) per i gestori dei B&B locali.  Abbiamo proposto, oltre al solito pane fatto in casa e olio ottimo di Anna (olio trasportato in macchina dall’Italia), un’insalata calda di ceci, menta, e cipolla rossa: null’altro che una ciotola di ceci caldi, ben cucinati e inondati di olio. scelta forse estrema per un pubblico che, culinariamente parlando, è poco sofisticato quanto a cucina italiana (ovvero qui si aspettano sempre che si cucini pasta…),  una torta ligure di zucchine e riso, con un contorno di una manciata di pomodorini (orridi, olandesi) conditi con olio, sale di Maldon e qualche cappero e, per finire, un fantastico semifreddo alla frutta secca (ricetta di Marcella Hazan).  menuù forse azzardato: niente carne o pesce, scelte inusuali.

risposta mista: penso, sembra, che a  molti sia piaciuto l’approccio, forse per alcuni questa “non è cucina italiana”. Io abbastanza soddisfatto. ma ancora ci dobbiamo tarare e migliorare.

le giornate passano senza avere tempo di mettere naso fuori, ed è un gran peccato perché quando il sole splende (si viaggiava sui 25 gradi settimana scorsa, oggi meno), il posto, sorry che mi ripeto, proprio bello..Fare il pane (sia pasta padre, sia con lievito di birra) porta via tempo e poi tutte quelle torte e scones da fare quasi ogni giorno (facciamo una torta di cioccolato, nocciole e mascarpone, una classica madeira cake, una citrus almond cake, delle tartellette di mandorle con panna e fragole e una torta di polenta e mandorle + infornate di scones), tapenade, maionese per il granchio ecc ecc….

a volte abbastanza demoralizzato: mi sento un amatore alla guida di un turbo, altre volte invece soddisfatto della mia cucina cosiì poco da chef…

…. tempo di andare. oggi mi arriva del fantastico  prosciutto locale (10 sterline al kg, da una piccola fattoria locale ) e devo condire il granchio che un pescatore ci consegna al mattino (che io non posso mangiare, dato che sono allergico, ma dicono molto buono). ora dovremmo cercare gli sgombri, qui molto abbondati e poco costosi (nonchè “pesci sostenibili” ovvero li possiamo mangiare senza sentirci in colpa)

a dopo. ho foto da pubblicare, spero presto

s

Written by stefano arturi

31/05/2012 at 22:33

3 Responses

Subscribe to comments with RSS.

  1. Un po’ ti capisco: per un eclettico come te stare chiuso in cucina a produrre QUANTITA’ di qualita’ e’ un po’ riduttivo…Secondo me pero’ sei un professionista nel cuore oltre che nelle mani e nel cervello: lo dicono le scelte che fai! Avresti potuto preparare una “variazione sulla lasagna” o “l’amatriciana destrutturata” ed invece sei andato dentro il territorio italiano con la sua materia prima tradizionale e l’hai portata al mondo con sincerita’ fuori dagli stereotipi.
    Dai coraggio! Cavalca l’onda (almeno virtualmente) e dacci dentro!
    Tua sostenitrice
    Scake

    scake

    31/05/2012 at 22:33

  2. che bello stefano, si respira un’aria di pace🙂

    marianna

    31/05/2012 at 22:33

  3. Raccontate storie, parlate, parlate, parlate raccontando l’italia e la sua lunghezza e varietá culinaria; nulla esiste senza mito e senso. E poi, che voglia di venirti a trovare! Coltiva con cura i b&b.

    Artemisia

    31/05/2012 at 22:33


Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: