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Quanto basta di cucina & altro

Scones – repetita iuvant

with 12 comments

“Non so cucinare”.
“Mi piace cucinare, ma mi annoio a fare sempre le stesse cose”.

Generalmente queste due posizioni si traducono in = non cucino mai/non cucino mai la stessa cosa. Errore fondamentale: la cucina è al 75 per cento ripetizione. Se fai un soufflé ogni giorno per una settimana (e studi), alla fine diventi un mago del soufflé. Tutti sanno cucinare. Tutti possono cucinare. Repetita iuvant. In queste due ultime due settimane penso di avere fatto più scones che nel resto della mia vita. Nel passato non mi avevano fai fatto impazzire, ma mi sono ricreduto. Soltando applicandomi e provandoli e riprovandoli ho finalmente imparato non sono a farli decentemente, ma soprattutto ad apprezzare la loro bontà discreta: burrosi, ma non troppo, un accenno di zucchero, ma nulla di eclatante. In più: si fanno veramente in dieci minuti. Creano facilmente dipendenza. Si mangiano sa soli (te e caffelatte), oppure, in versione porno food, aperti a metà con un velo di crème fraiche e marmellata Sono al loro meglio tiepidi o comunque in giornata, ma tostati l’indomani sono molto molto buoni.
Ho sperimentato quantità e tecniche e ad oggi posso dire che I risultato  migliori li ho ottenuti con le seguenti accortezze:

Farina e burro devono essere freddi: io tengo sempre un pacco di farina 00 in frigo, per pasta frolla e simili;
Il mix di base (farina, zucchero e burro) si puà conservare in frigo per giorni;
Anche l’impasto (al quale abbiamo già aggiunto il liquido) si può conservare in frigorifero fino a 24 ore (poi non so dire): gli sconese non ne risentono,  se non un pochetto in altezza (ovvero crescono un pelino meno):
Al tradizionale latte ho sostituito metà latte+metà yogurt magro, il tutto inacidito ulteriormente da un goccio di aceto. Ne risultano scones particolarmente leggeri;
Questo è il minimo di zucchero che mi sento di usare, ma è anche per me la quantità piu giusta;
Ho anche usato metà burro e metà lardo: effettivamente il lardo da una consistenza più croccante, ma in mancanza di lardo buono ho deciso di usare (per tutti I giorni) solo burro.
E ora le dosi:
Per 6 scones

180 g farina auto-lievitante
2 cucchiai scarsi zucchero di canna
un pizzico di sale
50 g burro freddo salato a cubetti
100 ml circa liquido freddo: metà latte e metà yogurt (un poco di più, un poco di meno)
una bustina di vanillina

Mettete nel mixer la farina, lo zucchero, il sale, la vanillina e il burro a cubetti. Azionate ON/OFF fino ad ottenere un composto briciolos0 irregolare e non uniforme.
Versatelo in una ciotola capiente e aggiungete il liquido gradualmente, mescolando con una forchetta. Regolatevi ovviamente: ogni farina e ogni situazione climatica determina un diverso assorbimento.
L’impasto deve essere comunque morbido e si deve ammassare facilmente. Rovesciatelo su un piano appena infarinato, impastate molto delicatamente per qualche secondo, giusto per uniformare il tutto.
Schiacciate in un disco alto circa 2.5/ 3 cm e di 14-15 cm di diametro.
Con un coltello affilato dividete in sei triangoli.
Collocateli in una teglia rivestita di carta forno e fateli cuocere in forno giò caldo (210) per circa 12 minuti: devono diventare dorati.
Divorateli tiepidi

Per una versione USA degli scones, guardate qui.

Written by stefano arturi

04/03/2012 at 22:33

Posted in cucina veloce, dolci

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12 Responses

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  1. ciao Stefano, cercavo proprio questi! Sul tuo libro dei pudding non ci sono, forse non appartengono a questa categoria.Ho provato diverse ricette, tra le quali una della signora Nigella, ma con risultati poco soddisfacenti, direi quasi tristi. Sembrano dei dolcetti così semplici da fare, probabilmente bisogna conoscere le giuste proporzioni tra gli ingredienti. Ti farò sapere come verranno. Grazie e alla prossima.

    stefania

    30/03/2013 at 22:33

    • Gli scones non li misi perchè come dici non appartengono alla categoria pudding. occhio che gli scones inglesi (quelli americani molto piu ricchi) sono al limite dell’austero… sono robine da nulla… il trucco, per me: inmpasto mollo e lavorarli pochissimo. io ora tengo il mix base sempre nel freezer, in modo che sia veramente freddo ( e questo, come per la maggior parte delle paste, da risultati migliori…) fammi sapere
      ste

      stefano arturi

      30/03/2013 at 22:33

  2. Sono contenta di poter avere un contatto con te.
    Ho comprato tantissimi anni fa il tuo English Pudding e lo ritengo una bibbia.
    Lo uso spesso e la copertina è già usurata.
    Guai a chi lo tocca.
    Ciao e buon lavoro.
    Mariella

    mariella

    08/03/2012 at 22:33

    • Ciao Mariella
      grazie! non sai il piacere infantile quando so che ci sono lettori contenti e che i miei librini li cucinano per davvero.
      ciao e a dopo- ste

      stefano arturi

      08/03/2012 at 22:33

      • Chiaramente,per tutte le mie amiche,la ricetta della marmalade l’ho avuta da un mio amico Very British.
        m.

        mariella

        08/03/2012 at 22:33

  3. ne ho mangiati di tutti i tipi, spesso insulsissimi, fino a che un giorno non mi sono fermata nel pieno della campagna irlandese e un signore non me ne ha offerti di appena fatti facendomi accomodare nel suo garage che usava come caffè di fortuna; squisitissimi. anche lui sottolineava: appena fatti, cara la mia madama! come una frittura, insomma.

    artemisia

    05/03/2012 at 22:33

  4. Sono sempre stata diffidente nei confronti degli scones. Non mi sembravano interessanti e, dalle foto che avevo visto, neanche tanto buoni. Fino al giorno in cui ho deciso di provare a farli! E sono stati una piacevolissima sorpresa! Un riuscitissimo incrocio tra pane e biscotto. L’ideale per la colazione, con una buona tazza di té e marmellata home-made!
    Proverò anche questa tua versione!
    grazie e buona settimana
    Irma

    Irma

    05/03/2012 at 22:33

    • ciao irma
      anche io avevo gli stessi preconcetti. concordo: un buon incrocio pane.biscotti–non troppo ricchi…
      per me hanno il grande vantaggio di non essere troppo dolci.

      a dire la verità nella ricetta originale a cui mi sono ispirato, una vecchia del National Trust, non si prevedeva proprio lo zucchero
      ciao e buon iniizio
      ste

      stefano arturi

      05/03/2012 at 22:33

  5. Cucino sempre, mi annoio a fare sempre le stesse cose e leggo infinite quantità di ricette. ho i miei cavalli di battaglia, spesso tue ricette, prese dai dai tuoi libri e dai blog, come un coniglio all’aceto di mele con pugne secche che è una favola.
    Provato gli scones salati?
    Valentina

    Valentina

    04/03/2012 at 22:33

    • hola vale
      coniglio e prugne secche: mai fatto, ma è un classicone che già mi mette fame.
      gli scones salati: si provati, con cheddar o parmigiano. buoni. buoni.
      cmq in questa mia versione, nella sua identità originale (da un libro del National Trust), figurati che non si parlava neanche di zucchero

      per gli interessati ai confronti: ecco un buon pezzo dal Guardian:
      http://www.guardian.co.uk/lifeandstyle/wordofmouth/2010/apr/22/how-to-make-perfect-scones

      stefano arturi

      05/03/2012 at 22:33

      • Mmmm, il coniglio viene da una ricetta del tuo vecchio blog su marie clair. Le pugno erano un’opzione che per me invece sono un must

        Valentina

        06/03/2012 at 22:33

        • si ricordo quella ricetta, vagamente. grazie per avermela fatta ritornare in mente. cmq, ripeto, prugne e rabbit sono un must.

          stefano arturi

          08/03/2012 at 22:33


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