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Quanto basta di cucina & altro

Il panino piu’ buono del mondo + pane & salame – 1 parte

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E’una verità universalmente riconosciuta che … pane & salame sia il panino più migliore del mondo!  Scemate a parte, pane e salame rimane nella mia top ten dei cibi preferiti. Qualche giorno addietro mi sono però imbattuto in un panino stellare (= creazione di uno chef stellato michelino) a cui è stato dato il titolo di Best Sandwhich in the World e che effettivamente ha le carte in regola per “sfondare” presso il sottoscritto… Ci ritornerò: sicuramente è un grande panino. Ma prima di celebrare altri, ci sta bene un ricordo affettuoso della cara, vecchia michetta col salame, autocitandomi. Ode al Pane e salame ovvero il re dei panini (da PP)

Ma come, vi chiederete, una ricetta per pane e salame?  No, lo ammetto, questa pagine è una scusa per celebrare uno dei più grandi piaceri della vita.

I protagonisti:

Il Pane: non un pane qualunque, ma, assolutamente e rigorosamente, soltanto la michetta milanese: nessun altro pane è contemplabile.La vera michetta, oramai in via di estinzione, è croccante e dorata-scura fuori, vuota all’interno.
È un pane non facile da fare, soprattutto quando il tempo è umido; si deteriora in fretta e ha vita breve: da quando si è completamente raffreddata, dura poche ore soltanto. Poi, la crosta perde quella sua magica fragranza e croccantezza.
Quindi, ne sconsiglio l’acquisto in estate, in certe lugubri giornate novembrine e quando non potete comunque consumarla abbastanza in fretta.

Il salame:
anche qui, sono molto campanilistico: il salame di Varzi dop, quello piacentino dop, quello Brianza dop (confesso però, che anche quello di Felino è eccellente).
Il salame va tagliato soltanto al momento del consumo, le fette devono essere spesse e si deve usare il coltello: il salame tagliato al super con l’affettatrice è tristissimo.

Come lo preparo io

Questa è una “schisceta” di lusso, da dividere con un caro amis, con una bela tusa o con un bel fiö – chiedo venia ai non lombardi che dovranno cercarsi il significato di quei termini.
In una bella giornata primaverile, adocchio una panchina invitante. Ho appena comprato dal prestinè due belle michette. Da casa mi sono portato un pezzo di salame avvolto nella carta oleata, un coltello e un piccolo tagliere di legno.

Mi accomodo per bene e taglio il salame a fette: ogni fetta va spellata singolarmente. C’è chi rovescia prima il budello per facilitare poi la spellatura: a me, un salame così ridotto è sempre sembrato nudo e sconveniente.
I passanti, soprattutto a Milano, che va veramente di fretta, mi guardano “strano”. Ignoro. Taglio le michette a metà e accomodo sulla parte piatta, quella senza la cupolina,  un bel “giro” di salame.
Chiudo e offro al mio fortunato ospite. Assemblo poi l’altro panino.
Adesso, uno dei momenti più belli: schiaccio la michetta per poterla addentare:  mi riempio puntualmente di briciole ma sono contento. Ci vorrebbe un bicchiere di rosso corposo, ma poi chi lavora più. Mi accontento dell’acqua.
Si gusta, ogni tanto ci si scambia qualche parola, ci si bea.

Written by stefano arturi

13/02/2012 at 22:33

3 Responses

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  1. … ma hai visto i panini di Food-o-grafia ???…

    per me pane e salame.. pane e mortadella pane e soppressa.. sono unici !!!

    clelia

    clelia

    02/03/2012 at 22:33

    • Non conoscevo. sono andato a vedere. che dire… un professionista è proprio un’altra cosa rispetto a noi… belle belle belle. grazie.

      stefano arturi

      02/03/2012 at 22:33

  2. ah be’, con pane e salame…
    chi mi conosce sa che da quando ho perso i miei svariati chili in eccesso mi controllo molto e ho sviluppato una (insospettata) capacità di rinunciare a spuntini/antipastini/spezzafame etc.
    ma di fronte a una fettina di salame non riesco, proprio non riesco a dire di no.
    un panino intero, però, saranno 10 anni che non lo mangio. bei tempi…
    (il pezzo è molto bello; ma lo si sapeva)

    Duck

    14/02/2012 at 22:33


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