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Quanto basta di cucina & altro

La ratatouille di Ratatouille

with 8 comments

Ho provato a fare questa versione.

Giudizio: molto buona, ma…

L’autore della ricetta è lo chef star Tomas Keller, che ha preso un classico della cucina “povera” francese, dandogli un’eleganza contemporanea.

E’ meno laborioso di quanto non si possa pensare, ma esiste un ma. La ratotuille calda, come viene servita nel film, secondo me è pessima. La rat deve riposare, i vari ingredienti devono avere tempo di fare conoscenza, i gusti di innamorarsi a vicenda: come la caponata e la cianbotta, una rat diventa super solo se lasciata riposare per parecchie ore. Meglio gustarla l’indomani, a temperatura ambiente.

Qui trovate la ricetta e vi invito a provarla. Qui  e qui (fate una search con “ratatouille”)osservazioni varie.

Le mie precisazioni
Non ho usato i pomodori freschi ma una lattina di pelati per la piperade
Ho omesso i pomodori sul sopra
O sicuramente usato più olio
Ho cotto per due ore coperto e poi per un’ora scoperto, in modo da dare tempo allo strato superiore di asciugarsi
Ho spolverato il sopra, a fine cottura, con del pecorino
Ho preferito alla fine, mescolare il tutto e condire con abbondante basilico spezzettato.
Fondamentale usare un piatta da forno largo e basso, da gratin

Written by stefano arturi

29/09/2011 at 22:33

Posted in Varie & Eventuali, verdure

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8 Responses

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  1. e allora sarà la versione di uno chef stellato… ma ti assicuro che qui in Francia la vinaigrette si mette quasi su ogni cosa (compreso sulle insalate di riso o di pasta), ma sulla ratatuoille, proprio mai mai vista, nè se ne trova traccia in rete. Ho trovato questa ricetta che mi sembra bella, e alla fine dice: “Pour l’anecdote : la fameuse ratatouille servie par le petit rat chef-cuistot dans le film Ratatouille n’en est pas une… Il s’agit en réalité d’un tian!” (http://www.cookismo.fr/ratatouille-recette-traditionnelle/24919)
    Traduco… la famosa ratatouille servita dal piccolo topo-cuoco nel film Ratatouille non è una ratatouille… si tratta in realtà di un tian!
    Comunque in fondo, perché insisto a parlare di questo piatto in pieno inverno?😛

    marta

    27/12/2013 at 22:33

    • s, la versione molto particolare di un piatto di cui esistono molte variazioni, di uno chef stellato e molto pignolo. a dire la verit nel film Ratatouille (di cui keller stato consulente se non ricordo male) che la chiamano ratatouille… nell’articolo avrai visto che ha un nome diverso. penso che sia diventata “la ratatouille di thomas keller” nei media, ma non forse nelle sue parole.io di questo piatto ho visto infinite variazioni. questa sua, calda, a me non convince.sul discorso tian, non tiano.. mah… mi sa che li si va poi a disquisire all’infinito…a pelle direi anche io che questo un tian, ma poi a ben vedere tutto quello cotto in un tian… si pu chiamare tian…….. sul pieno inverno essere proprio la stagione sbagliata: hai ragione… estate, autunno… ma inverno proprio no…

      > Date: Fri, 27 Dec 2013 09:44:00 +0000 > To: stefanoarturi@hotmail.com >

      stefano arturi

      27/12/2013 at 22:33

  2. Sì ma…. vinaigrette? Che c’azzecca la vinaigrette? Non ho mica capito… il NY Times praticamente ce la mette sopra alla fine?

    marta

    26/12/2013 at 22:33

    • thomas keller a farlo, chef stellato e anche grande conoscitore cucina francese… ovviamente la sua versione… mah.. da provare.. a me non ha mai convinto il servirlo calda, a dire la verit

      > Date: Thu, 26 Dec 2013 21:16:53 +0000 > To: stefanoarturi@hotmail.com >

      stefano arturi

      26/12/2013 at 22:33

  3. va bene scomporre ogni cosa, accorciare tempi di cottura, costruire il cibo per presentarlo in porzioni singole ecc. perché esplori altre direzioni, ma non giova trasformare le nuove strade sempre, obbligatoriamente, in miglioramenti. abbiamo in mente l’idea fissa che si debba progredire, invece a volte si cambia soltanto. le lunghe cotture, i disfacimenti, l’abbandonarsi degli elementi l’uno all’altro restano un seducente mondo del gusto, sia all’assaggio che nella fantasia.

    artemisia

    30/09/2011 at 22:33

    • concordo… io dopo due esperimenti ritorno alla base, come dicevamo anno scorso: verdure cotte separatamente e unite alla fine. certo, anche vero che il topastro mi sa che sapeva cucinare meglio di me.

      stefano arturi

      30/09/2011 at 22:33

  4. Ci sono talmente tanti piatti che ci guadagnano ad essere lasciati lì, non proprio abbandonati a loro stessi ma quasi, per un po’.
    La ratatouille è un ricordo della mia infanzia; la mamma la faceva sempre in estate – per il giorno dopo.
    Eh, le mamme! Non le freghi!

    Duck

    29/09/2011 at 22:33

  5. Hai ragione, essendo un piatto fatto di verdure cotte, va assolutamente fatto riposare… vuoi mettere la parmigiana il giorno dopo? Però ha proprio un bell’aspetto, mmi piace!

    giulia pignatelli

    29/09/2011 at 22:33


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