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Quanto basta di cucina & altro

Insalata tiepida di lenticchie con grasso d’oca e olio di noci + fragole & petit suisse

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Foto alla ricera di una storia, direi. Una scusa per giocare con la macchina fotografica nuova nuova, una domenica di marzo. Frullandomi in testa alcune di queste considerazioni. E ripensando ovviamente al ruolo che possono avere le foto nel raccontare la cucina.Tempo strano, ostinatamente marzolino. Sole che vorrebbe scaldare ma ancora non ce la fa. Primavera a venire/inverno che non se ne vuole andare. Le lenticchie non mancano mai, cosi’ come, da un po’ di anni, il grasso d’oca e l’olio di noci (in frigorifero). Ma sono anche uscito e ho ceduto al fascino puttaniero di un cestino di fragole spagnole e di una confezione di petit suisse. Cucina bastarda, direi.

Per l’insalata tiepida di lenticchie (tratta da qui) ho soffritto mezza cipolla, una carota a dadini e una manciata di pancetta affumicata in un cucchiaio scarso di grasso d’oca. Coperto + fiamma media + le cipolle non devono imbiondire. Nel fratempo ho (sob)bollito 125 g lenticchie (per due generose porzioni) in acqua & estratto di carne (+ timo + alloro + aglio).

Quando sono state pronte, le ho lasciate riposare nel loro brodo per 30 minuti: secondo me tutti i legumi migliorano/diventano piu’ saporiti se lasciati nel loro liquido di cottura per un po’ da che sono cotti. Ho scolato le lenticchie (il brodo rimasto da bersi a cena) e le ho unite alla base di cipolla. Ho preparato una vinagirette con due cucchiai di olio di noci, un cucchiaino di aceto di vino rosso, un cucchiaino di senape di Digione e uno scalogono tritato. Versato sulle lenticchie. Dopo un riposo di circa mezz’ora, si potevano gustare.  Avendola avuta, avrei aggiunto una spolverata di erba cipollina, ovviamente.

Le fragole (buone) e il petit suisse: storia facile, come vedete. Fragole limone e zucchero + petit suisse con zucchero. Dei cantucci ci sarebbero stati bene: ma forse allora avrei veramente esagerato.

Written by stefano arturi

06/03/2011 at 22:33

10 Responses

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  1. grazie duck! ogi tanto le parole cadono in un buco nero ma per fortuna poi riaffiorano!

    valentina

    14/03/2011 at 22:33

  2. la foto col coltello mi piace assai. l’altra ha come il becco d’oca dentro le lenticchie. e mi impressiona. ma non sono una “sperta”. in compenso mi piace il piatto e approvo i suggerimenti tutti.

    mogliedaunavita

    09/03/2011 at 22:33

    • 🙂 belle queste interpretazioni personali. neanche io son sperto di foto , qui di sperto mi sa che nn c’e’ nessuno…ma se anche si fosse, quello che conta e’ la reazione di pancia ciauz ste

      stefano arturi

      09/03/2011 at 22:33

  3. Cibo e foto, ormai sono quasi indissolubili, anche se, per esempio, i tuoi libri senza foto a me hanno lasciato il gusto della lettura e dell’immaginazione….

    Glu.fri

    07/03/2011 at 22:33

  4. @ valentina: si dice “steccare” la cipolla. Che belle queste espressioni, vero? Almeno, a me piacciono molto.

    Duck

    07/03/2011 at 22:33

  5. il suggerimento del chiodo di garofano e’ ottimo (bestia che me ne sia dimenticato). e poi anche cosi’ lombardo!
    le foto sono un gioco nel senso che mi sto interrogando sul: perche’ bloggare?/vera condivisione?/lo spirito con cui lo faccio/il valore aggiunto delle foto/bastano le parole?/necessita’ di sviluppare uno stile proprio/appartenenza ad una comunita’/solitudine/cibo per la mente/cibo per la pancia/cibo per il cuore/di quante ricette abbiamo bisogno?/cosa voglio dire?/voglio dire ecc ecc ecc….+ e le foto, il giocare con esse, fanno parte di questo stato mentale
    ste

    stefano arturi

    07/03/2011 at 22:33

  6. avendo acquistato il grasso d’oca nel mio tour londinese, questa ricetta mi tenta molto.. ma soprattutto voglio sapere di più sul nuovo gioco fotografico, su dettagli!

    mjkmi

    07/03/2011 at 22:33

  7. con questo grasso d’oca mi fai incuriosire.. certo non è proprio leggero, leggero, ma chissà il prossimo inverno… io poi proprio non riesco a non mettere almeno un paio di chiodi di garofano puntati in una cipolla (credo ci sia un nome tecnico ma ora non lo ricordo) nell’acqua di cottura delle lenticchie, mi piace troppo
    bello il sito di ricette disegnate del penultimo post, bello ma veramente un po’ psichedelico, non riesco a raccapezzarmici molto!
    ciao a tutti!

    valentina

    07/03/2011 at 22:33

  8. Le riconosco queste lenticchie, come sono buone, me le ricordo ancora.
    Anche io lascio sempre i legumi nel loro liquido per un po’, prima di mangiarli, anche se l’ho sempre fatto senza nessun reale motivo, solo perché in genere li preparo in advance nella pentola a pressione; almeno adesso so perché lo faccio!
    Quanto alle foto: ce n’è una, quella con il tagliere e il coltello, che per qualche strana ragione di prospettiva mi dà le vertigini, non so, mi pare come se stessi per caderci dentro (giuro non ho fumato né bevuto niente stamattina).
    Dalle altre capisco che ti stai divertendo: bene, è sempre una cosa buona giocare con i propri giocattoli, vero?
    Ciao caro

    Duck

    07/03/2011 at 22:33


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