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Quanto basta di cucina & altro

Stinco di maiale al forno con marmellata d’ arancia e senape + cucina in tempo di crisi

with 14 comments

La situazione è chiara e inequivocabile: il mio conto di risparmio sta male, è cadaverico anzi. Urgono misure drastiche: ridurre le spese & aumentare le entrate.
Sul fronte cucina so di spendere  cifre folli: forse dovrei darmi a “pane e cipolla”, come Mastro Don Gesualdo oppure votarmi ad una vita ascetica. Suggerimenti su come mangiare bene senza spendere molto sono benvenuti.Settimana scorsa, in preda ad uno di questi furori virati al “devo, fortissimamente devo risparmiare!”, mi sono comprato due stinchi di maiale.
Ho speso 4,50 euro e con l’aggiunta di patate e cipolle, si sono trasformati in una cena succulenta per 3 persone.
Per rendere il piatto particolarmente  ricco ho alla fine glassato gli stinchi con della senape e della marmellata di arance amare, uno dei tocchi classici della cucina inglese quando si parla di maiale arrosto. Se non l’avete, anche quella di albicocche o addirittura il miele funzionano: il concetto e’ abbinare alla senape qualche cosa di dolce.

Un suggerimento: che sia carne o pesce, prima li salate, meglio e’, anche il giorno prima. Poi vanno  conservano in frigo, scoperti. Portateli sempre a temperatura ambiente prima di cucinarli.

Stinco di maiale al forno con marmellata d’arance e senape

Due stinchi di maiale
Uno spicchio d’aglio e qualche ago di rosmarino
Un paio di foglie d’alloro
4-5 patate medie
5-6 cipolle medie
150 ml brodo (di dado)
150 ml d’aceto (una “da battaglia”)
1 cucchiaio generoso di senape di Digione
1 cucchiaio di marmellata d’arance amare

Portate il forno a 230°.
Inserite qualche fettina d’aglio e qualche ago di rosmarino negli stinchi.
Rosolarli a fiamma media: questo processo e’ abbastanza lungo e richiede circa una ventina di minuti.
Pelate e tagliate a metà le patate e le cipolle. Versatele in un recipiente e conditele con un paio di cucchiai di olio, sale e pepe, usando le mani.
Portate a bollore il brodo e l’aceto e riducete a metà.
Collocate la carne e le verdure in una teglia da forno che possa contenerle in un solo strato. Aggiungete l’alloro.
Arrostite per 30 minuti.
Aggiungete il liquido e abbassate il forno a 150°. Coprite “a tenda” con dell’alluminio, lasciando cioè degli spiragli. Arrostite per due ore, irrorando un paio di volte la carne e le verdure con il sughetto che si sarà formato e girandole delicatamente.

Portare il forno a 200°.
Mescolate la senape con la marmellata.
Rimuovete l’alluminio e spennellate la carne con la glassa.
Arrostite per circa 30 minuti, facendo attenzione che la glassa non bruci.
Passate al grill per gli ultimi cinque minuti.
Spegnete. Aprire la porta del forno a metà e fare riposare la carne per una quindicina di minuti, prima di servirla.

Ps con le ossa degli stinchi fateci un brodo in cui cuocere dei legumi: del porco non si butta nulla! Il brodo va preparato, fatto raffreddare completamente e sgrassato.

Written by stefano arturi

28/11/2010 at 22:33

14 Responses

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  1. Feste: semplice: se passi da roma, fatti sentire :))

    artemisia

    25/12/2010 at 22:33

  2. dimenticavo, a proposito di birra: sul fondo del tegame ne ho messo un dito, e poi ci ho schiacciato una mela dentro, servendo la salsa a parte.

    artemisia

    25/12/2010 at 22:33

    • che dire.. come ogni volta che ti leggo… mi viene acqualina in bocca ma soprattutto a pelle mi energizza la tua curiosita’ culinaria (oltra ad invidiare, lo so sentimento non bello, quelle feste/cene/feste tra terrarri romani, case di campagna ecc ecc…) s

      stefano arturi

      25/12/2010 at 22:33

  3. ma guarda! non mi ero accorta di questo stinco, che prendo con molto piacere, mi pare bellissima ricetta, grazie. ne ho fatti da poco due circondati di mele bagnate e immerse nello zucchero, e spennellati di senape di digione e miele di rovo! però erano affumicati. quando li ho serviti ci ho messo intorno della verza rossa con uvetta e gelatina di mirtilli rossi (altro che prudenza nel mettere il dolce nel salato :DDD). è un piatto che non è piaciuto solo a me; credo che alla prova, il gusto si lasci tentare. questi due stinchi sono più che bastati per cinque, ci sarebbe stato anche un senso commensale, erano di un chilo e 200 l’uno.

    artemisia

    25/12/2010 at 22:33

  4. concordo, si dia al via all’operazione “glassa per tutti!” e la marmellata d’arance poi… che bontà!

    n.

    30/11/2010 at 22:33

    • tra altro adesso le arance iniziano ad essere buone e quindi si deve iniziare a marmellare direi.s

      stefano arturi

      01/12/2010 at 22:33

  5. Io invece glasserei praticamente qualunque cosa. In Africa mangiavo a quattro palmenti il prosciutto glassato: bontà!

    Duck

    30/11/2010 at 22:33

  6. …. Non ho mai amato le glassature..alla prima occasione provo, poi ti dico. Ma se non fosse buono..
    Clelia

    clelia

    29/11/2010 at 22:33

    • … eh, messa cosi’…. potresti provare su un triangolino-ino-ino-ino di carne…

      stefano arturi

      29/11/2010 at 22:33

  7. ..il ‘capottino’ allo stinco, carrè o filone di maiale solo con senape, al limite quella dell’equo solidale con il miele… o erbe aromatiche..
    Bene.. è ora della pasta fatta in casa, dei canederli messi in freezer..del brodo anch’esso fatto e messo in freezer..Cucina con gli avanzi…da sempre e per sempre.
    Clelia

    clelia

    28/11/2010 at 22:33

  8. Cucina degli avanzi, cucina a piccolo prezzi:a nuova frontiera gourmet..e ricordare i piatti contadini per avere gusto e poca spesa.
    Questo stinco é da diffondere !

    Glu-fri

    28/11/2010 at 22:33

  9. Oddio che meraviglia. Una di quelle cose buonissime che però mi piacerebbe qualcuno preparasse per me: un po’ troppi passaggi per una nota, pigra sciattona quale io sono. L’idea della marmellata di arance amare abbinata alla senape mi ha risvegliato una serie di (gastronomici) pensieri impuri…

    Duck

    28/11/2010 at 22:33


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