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Quanto basta di cucina & altro

Londra – impressioni

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Molti inglesi hanno un aspetto poco sano: sovrappeso e dall’incarnato color pasta brise’ cruda.  Possono essere molto belli fino a 20-25 anni, poi sfioriscono. Non avevo mai notato cosi’ come questa volta in quanti siano sovrappeso. Ho l’impressione che ancora fortissime siano le differenze tra coloro (pochi) che hanno sviluppato sane e buone abitudini alimentari e quelli che mangiano “birra e patatine” (moltissimi). Gli inglesi sono i piu’ avidi consumatori di patatine in europa: mediamente, 150 pacchetti a persona all’anno.

Citta’ ricchissima e piena di contraddizioni. Ci sono fantastiche realta’ come Waitrose, John Lewis (il suo reparto di pentole & Co e’ una specie di caverna di Aladino per gli appassionati), Borough Market (se andate a Londra non mancatelo), Growing Communities il primo mercato bio e a km zero del Regno Unito : nicchie di eccellenza di cui in Italia non abbiamo esempi simili. Ma l’impressione che ho sempre avuto e’ che il “mangiare bene”, come “tipico” e “normale” stile di vita appartenga solamente ad una piccola minoranza. Il resto della nazione e’ rimasto indietro. Oggi sul Guardian, Jamie Oliver si lamentava che nonostante tutti gli sforzi fatti,  moltissimi sono ancora i bambini che  mangiano spazzatura.

A Londra ci sono oggi negozi di alimentari favolosi (dove frutta e verdura costa in media ancora piu’ che da noi, ma dove per il resto i prezzi non sono poi cosi’ diversi da quelli di Milano, con un’offerta nettamente migliore),  si compra del pane buono come quello di Parigi e Berlino, croissant che qui ce li sognamo, pesci e carni bio (e non solo) di qualita’ eccezionale (a prezzi inferiori a quelli di Milano), panne, formaggi, latti ecc… da urlo, una grandissima varieta’ di prodotti biologici a prezzi inferiori dei nostri…

Ma l’impressione rimane che il buon cibo come cultura quotidiana loro lo abbiamo perso per sempre.

Written by stefano arturi

12/10/2010 at 22:33

One Response

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  1. Conosco troppo poco Londra e l’Inghilterra per lanciarmi in opinioni meditate, ma gli inglesi che ho conosciuto in vita mia (e non sono stati pochi) effettivamente sembrano corrispondere al ritratto che ne fai tu: per lo più abituati a mangiare in modo agghiacciante per un italiano medio e totalmente privi di qualunque idea anche vagamente sensata su quel che fa bene e quel che fa male mangiare.
    Detto ciò, delle mie visite a Londra mi è rimasto il ricordo – estatico, oserei dire commovente – dei suoi meravigliosi supermercati (Waitrose, in primis, ma anche Marks & Spencer) dove, effettivamente, si trova di tutto, in quantità immonde, anche prodotti di qualità eccellente. Ricordo ancora dei meravigliosi asparagi e una straordinaria mozzarella di bufala (uno va a Londra per comprare la mozzarella i bufala? no, ovviamente, ma se gli capita lì per lì di ritrovarsela davanti agli occhi non la snobba), ingredienti pregiatissimi di una cena memorabile.

    Duck

    14/10/2010 at 22:33


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