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Quanto basta di cucina & altro

Riso bollito con le olive e il peperoncino + mangiare monastico

with 14 comments

Dicevo nel post precedente di quanto sia rinvigorente a volte tornare ad eseguire ricette altrui così come sono state pensate dall’autore: un esercizio di contenimento del proprio ego e quindi di apprendimento. Se ci mettiamo ad ascoltare (invece di parlare, parlare, parlare…), spesso (speriamo) accade che ci accorgiamo di non sapere gia’ di tutto, che “l’altro” ha veramente qualche cosa da dire.  Proseguo in quella direzione con questo riso bollito con le olive e il peperoncino, che ben si adatta ai caldi di questi tempi: ha una vivacità e sapidità che confortano anche il palato piu’ stanco e inappetente, stremato forse da troppi gelati e troppe insalate di pasta, generalmente troppo fredde (le insalate di pasta/riso fredde da frigo sono abominevoli).
La ricetta e’ tratta da Marcella Says, l’ultimo libro di cucina di quella che e’ forse la food writer & cook di cucina italiana più importante degli USA (quindi, spiace dirlo, del mondo): Marcella Hazan.

E’ una ricetta “non ricetta”: pochissimi, ordinari ingredienti, economicita’ di tecnica, immediatezza di approccio, chiarezza di visione. Quasi uno non ci crede che possa alla fine portare a qualche cosa di buono e sarebbe tentato di trascurarla. Errore. La signora Hazan e’ una maestra nel mettere nel piatto solamente quello che serve e generalmente non sbaglia un colpo.
Dopo diversi esperimenti, vi passo due versioni. La prima e’ quella quasi monacale della signora Hazan, la seconda e’ la mia: ha due aggiunte ma io la preferisco.
Nota: la signora Hazan indica 1 cup/185g riso per 4 persone ma penso sia un refuso: 185 g di riso per me sono due porzioni.

Per due porzioni
Versione Hazan
185 g riso Arborio/Carnaroli
20 olive  verdi
10 olive nere
2 spicchi d’aglio tritati molto finemente
4 cucchiai abbondanti d’olio EVO
un pizzico di peperoncino

Snocciolare le olive. Tritare la metà e tagliare a fettine la metà rimasta.
Bollire il riso e trasferirlo in una terrina calda.
Condirlo con l’olio, le olive e il peperoncino e qualche cucchiaio di acqua di cottura se il riso fosse troppo asciutto.

Versione Arturi
185 g riso Arborio/Carnaroli
20 olive  verdi
10 olive nere
mezzo spicchio d’aglio, tritato molto finemente
4 cucchiai abbondanti d’olio EVO
un pizzico di peperoncino
2 pomodori medi non troppo maturi tipo Camone/Majore, tagliati a dadini
2 cucchiaini di prezzemolo tritato

Tritare tutte le olive grossolanamente. Aggiungere i pomodori, il prezzemolo e il peperoncino.
Bollire il riso e trasferirlo in una terrina calda.
Condirlo con l’olio e il condimento e qualche cucchiaio di acqua di cottura se fosse troppo asciutto.

Written by stefano arturi

29/07/2010 at 22:33

14 Responses

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  1. […] la ricchezza di questo piatto, noi lo abbiamo fatto precedere da questo semplicissimo “riso pescato” (come mi insegnato Clelia a […]

  2. Ho scoperto il tuo blog grazie alla ricetta della marmellata di albicocche e vaniglia e ora sto leggendo le altre ricette. Molto interessanti e piacevoli e mi piace questo stile lineare e chiaro.
    Scrivi molto bene!🙂

    Mary

    22/09/2010 at 22:33

    • ciao mary
      grazie . anche se, confesso, ancora non ho capito come si debbano scrivere le ricette (e lo dice uno che scrive da anni!). sai quale e’ la cosa piu’ difficile?: giudicare quanto dare per scontato, quanto supporre che il lettore conosca gia’. nel mio primo libro mi ricordo di aver sudato sette camicie alla voce “come incorporare gli albumi montati a neve, ad esempio”. da un lato non voglio fare come molti americani che sono ossessivi nel loro recipe/writing e misurano anche quanti sospiri uno debba fare se la maionese impazzisce, dall’altro mi rendo conto che se uno non ha mai affrontato una certa ricetta necessita di spiegazioni chiare ed esaurienti, ma non sbrodolose. ciao e buona continuazione. stefano

      stefano arturi

      22/09/2010 at 22:33

  3. .. sono cose mangerecce e di una semplicità disarmante.. te le spiegherò in altra sede.
    Fumarò = confusione

    Fine del fuori post.

    Clelia

    clelia

    03/08/2010 at 22:33

  4. ah ah ah…fa bene perdersi ogni tanto! tu accennavi a “vulcano antistress e alla rossa che tappa la fame” e mi chiedevo se sono cose mangerecce oppure io che non ho capito un ananasso.
    pane e pizza e pomodori sono comunque delle gran belle certezze…. e ora aggiungo anche un “fumaro'” che suppongo essere espression padovan/personale per esprimere quello che fose a milano si diceva ” un bel paciugo” (tra altro nome di un amatissimo e sintetico gelato della mia infanzia).

    stefano arturi

    02/08/2010 at 22:33

  5. .. ma non ho capito perchè ti sei perso….hai delle certezze.. il pane, la pizza, i pomodori al forno…
    ora si.. che siamo fuori post..non vorrei aver creato un fumarò???
    c.

    clelia

    02/08/2010 at 22:33

  6. pane e ancora pane e zaetti e pomodori al forno e pizze e, e, e… i miei deliri fornaroli non hanno limiti. s

    stefano arturi

    02/08/2010 at 22:33

  7. .. ma hai mai assaporato un vulcano antistress, ideale nelle giornate di tristezza e quando fuori piove o fa freddo.. ma anche noo ….??
    o la rossa tappa fame??
    Non so scrivere di cucina..e ne capisco meno sel nulla .. spero di non essere andata fuori post
    Clelia

    clelia

    01/08/2010 at 22:33

    • .. adesso mi hai perso ma se il vulcano antistress e la rossa tappa fame sono cose da mettere in pancia per cacciare stress & tristezza… passa pure. s

      stefano arturi

      02/08/2010 at 22:33

      • “”.. adesso mi hai perso ma se il vulcano antistress e la rossa tappa fame sono cose da mettere in pancia per cacciare stress & tristezza… passa pure. s”””

        .. perchè ti ho perso??? non hai le briciole in tasca come Pollicino…ma non sei tu che tu fai il pane anche con 40° all’ombra…???

        c.

        clelia

        02/08/2010 at 22:33

  8. Nome e spiegazioni molto simpatici. Mi piacciono quei piatti che hanno nomi poco convenzionali, che rimandono ad una loro origine o che alludono a qualche altra cosa: gli spaghetti con le vongole fujute, il tonno di coniglio, gli iccellini scappati, la mozzarella in carrozza, il dolce polenta e osei e nella cucina inglese: scotch woodcock and welsh rabbit…se se intrigano.. vedi questa mia vecchia ricetta:

    http://www.mangiarebene.com/ricette/antipasti/a-base-di-pesce/scotch-woodcock-beccaccia-scozzese_IDa_3176.htm

    stefano arturi

    01/08/2010 at 22:33

  9. Riso “pescato”…? chissa’ da dove arriva. le tue dosi parche: io molto piu’famelico. ciao.s

    stefano arturi

    30/07/2010 at 22:33

    • ..riso pescato perchè lo prendo ‘su con la schiumarola’ quando ho fretta e non siamo tutti a tavola… E’ un’abitudine che ho appreso.. tutto qua…
      Riso bollito.. troppo comune..vuoi mettere??
      Clelia

      clelia

      31/07/2010 at 22:33

  10. .. a casa mia si chiama riso pescato..o riso in bianco condito ed è una coccola che ci concediamo spesso. A volte con il pomodoro in dadolata e olio, a volte con l’aggiunta di olive.. a volte con una salsa di pomodoro fredda o solo con olio e grana. Per qualcuno è il riso da malati.. per noi è un piacere quando lo mangiamo.Spesso è un piatto unico in estate. Per la quantità:di solito, se lo peso 60-70 gr a testa.. altrimenti a ‘occhio’ e quel che avanza troverà ‘sistemazione’ onorevole l’indomani. La semplicità in cucina..,a me piace.
    Clelia

    clelia

    29/07/2010 at 22:33


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