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Quanto basta di cucina & altro

Quanto costa un coniglio! + giramento di cabbasisi

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Un paio di settimane fa avevo scritto di un coniglio molto particolare e buono e delle mie riserve sul suo costo, qui a Milano.
Ho parlato col presidente del presidio del Grigio di Carmagnola: molto affabilmente mi ha puntualizzato che il Grigio e’un prodotto di eccellenza, sia per gusto sia quanto a resa. Confermo.Gli ho chiesto se secondo lui quei 14 e passa euro/kg che pago per un Grigio a Milano siano tanti: mi ha risposto che da loro, in Piemonte, costa notevolmente meno e che Milano e’ sempre una realtà “particolare”.
Ho chiamato allora il reparto macelleria di Eataly a Totino e ho chiesto a quanto andasse da loro il Grigio: 9.20 euro/kg ovvero 5 euro in meno che a Milano. Questo in un esercizio commerciale in cui gia’, ovviamente, e’ stato calcolato un guadagno.

Ci tengo anche ad osservare che, altrettanto ovviamente, bisogna andarci cauti a mettere sullo stesso piano  un grossissimo business come Eataly con la piccola macelleria milanese dove ho comprato il coniglio, posto peraltro (e ci tengo a ribadirlo) di grande qualità.
Mi chedo pero’: quei 5 euro in piu’ al kg per fare arrivare un prodotto da Carmagnola a Milano, ci stanno? Sono troppi? Sono pochi? A Torino un grigio lo pago dunque sui 20 euro, a Milano sui 30. E’ giusto pagare cosi’ tanto la qualita’? Non si rischia di farla diventare esclusivamente “roba da ricchi”?
Non ho risposte, se non osservare che essere carnivori, ancorché occasionali e soprattutto in una realta’ metropolitana come Milano, cosi’ distante (psicologicamente piu’ che materialmente) dal “ma da dove arriva ‘sto cibo?”, e’ un attivita’ molto costosa (in se stessa e per l’ambiente) e che, mai come oggi, per me vale quello che ha scritto Michael Pollan:
mangiare meno e mangiare soprattutto verdura.
Aggiungo: mangiare con compassione, per il mondo, per gli animali, per le generazioni future.

Letture correlate:  qui e qui.

ps_1: sui due articoli linkati circa i costi nascosti “della carne”: non e’ che io ne condivida interamente i temi (ripeto: io non sono vegetariano e trovo (ad oggi, ma l’argomento e’ in continua evoluzione nella mia testa) buono, bello e giusto occasionalmente mangiare carne  “buona, pulita e giusta” (diciamo per una questione di gusto e cultura), ma molti dei loro argomenti sono da me condivisi e sono comunque stimolanti, quanto meno ci obbligano a farci domande, ad avere dubbi.

ps_2 …: pero’ ribadisco che a Londra non ho MAI pagato cosi’ tanto per carne biologica … e che, onestamente, mi girano assai i cabbasisi a sborsare certe cifre in Italia.

Written by stefano arturi

27/06/2010 at 22:33

6 Responses

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  1. scusa … ritorno con un sorriso ah ah ah … ho letto il tuo ‘Io’ non posso non commentare ‘le foto strapatinate-quasi porno’ … sei troppo forte e … mi trovi d’accordo anche su questo … non fanno neanche per me (e non lo dico solo perchè non ne sono capace sia ben chiaro eh?)!

    dida

    30/06/2010 at 22:33

    • io con le foto sono proprio una schiappa, ma schiappissima e a dire la verita’ non mi interessa neppure imparare. ciao a dopo. stefano

      stefano arturi

      30/06/2010 at 22:33

  2. ciao Stefano,
    sono Dida, ho visto solo ora il commento che hai lasciato qualche giorno fa al mio post con ‘spaghetti allo sgombro e ceci’ mi fa innanzitutto enorme piacer ela tua visita, come avrai letto, ti conosco e ti stimo da tanto, credo che la palamita al posto dello sgombro sia un’ottima idea e anche la variente da te suggerita pe rnon lessare il pesce prima mi intriga moltissimo anzi se la provi fammi sapere!
    come al solito condivido tutto ciò che scrivi e anche questo post mi trova d’accordo, sempre più ci invitano a mangiare bio ma questi cibi dovrebbero essere accessibili a tutti e invece sembra proprio che il mangiar sano sia un lusso di ‘nicchia’!
    un caro saluto
    dida

    dida

    30/06/2010 at 22:33

    • ciao dida
      grazie del commento. sul mangiare sano che spesso e’ troppo costoso e di nicchia, concordo: non dovrebbe essere cosi’. ma allo stesso tempo penso che se tutti noi, soldi permettendo, facessimo piccolissimi sforzi, forse fra un po’ di anni il prezzo generale del bio o comunque del cibo di qualita’ potra’ essere piu’ basso. come? iniziando fin da ora, ad esempio, a comprare uova e latte bio, che di fatto non costano molto di piu’ di quelli convenzionali, e di altri prodotti simili. recentemente il mio supermercato aveva in promozione zucchine bio ad un prezzo non molto superiore di quelle normali. come dire: tenendo gli occhi aperti, spesso possiamo veramente “comprare bene”. ma un piccolo sforzo, monetario generalmente, dovremmo farlo (ripeto: soldi permettendo. non mi aspetto che un anziano che fa fatica a tirare fine mese compri uova bio. ma una famiglia “normale”, con paghe medie. puo’, quanto meno ogni tanto, comprare prodotti bio).
      esiste poi anche un altro lato del problema: che molto del cibo che compriamo (soprattutto attraverso la grande distribuzione) costa poco (ovvero che chi lo produce ci guadagna pochissimo mentre i guadagni vanno, per la maggior parte, a chi lo distribuisce)… ma qui il tutto si fa molto complicato. ma e’ un area che vale la pena investigare. ciao.s

      stefano arturi

      04/07/2010 at 22:33

  3. interessantissimi link….già prediligo uova bio, di carne rossa in genere non ne consumiamo più di una o due volte a settimana…..preferiamo pesce, carne bianca, verdure e sto ultimamente, diminuendo anche i formaggi …..son arrivata alla conclusione che a mangiare in modo contenuto ci si guadagna in salute… salvo le eccezioni quando si è in compagnia dove qualche eccesso ci può stare.
    Però, penso anch’io che non si possa far pagare di più in nome del naturale e più sano, perchè in realtà dovrebbe essere la norma….e per tutti,non solo a Torino, ciao!
    Buona anche la ricetta, apprezzo la marinata, altrimenti l’odore del coniglio potrebbe dar fastidio…almeno a me ;-))

    astrofiammante

    29/06/2010 at 22:33

    • ciao astrofiammante
      indubbiamente, per me, mangiare meno fa stare meglio. molto meno. sul discorso qualita’/prezzi… il tutto si fa scivoloso: quanto e’ “pagare il giusto”? quanto costa la qualita’? io nn ho risposte, se non che, spesso, scatta in me, di fronte a certi prezzi esagerati, la reazione “e’ immorale…”, reazione molto di pancia e forse stupida. s

      stefano arturi

      30/06/2010 at 22:33


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