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Quanto basta di cucina & altro

Dialogare non e’ facile + la morte di un maiale

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Nella mia piazzetta ieri c’era un mercatino di artigiani e piccoli produttori, formaggi e salumi soprattutto. Mi sono avvicinato e ho chiesto all’Obelix lumbard che vedeva salumi artigianali, se  mi potesse dire qualche cosa sulla macellazione dei suoi animali. Ho tentato di intavolare uno straccio di dialogo: perché mi interessava l’argomento, consapevolezza del consumatore, qualità della vita e della morte dell’animale riflessa nella bontà del prodotto, prezzi, carne bio/non bio.. bla bla bla.
…. Lui: diffidente, stranito, molto sulle sue. Ho ringraziato e me ne sono andato.

Probabilmente e’ raro che un consumatore faccia quel tipo di domande, probabilmente io appaio come “strano” + rompiballe, ma l’incontro mi ha fatto pensare a quanta strada ancora consumatori e produttori dobbiamo fare per parlarci davvero e confrontarci su un argomento che sta a cuore ad entrambi: quello che produciamo e eventualmente mettiamo in pancia.
Continuare a fare domande e ad ascoltare e’ fondamentale, penso.

Io comunque ne sono uscito con un pezzetto di informazione utile in piu’: Obelix lumbard mi ha assicurato della efficienza del mattatoio che lui usa. Gli animali vengono ammazzati con una potentissima scarica elettrica, senza soffrire.Non avendo motivo di dubitare e non conoscendo nulla a riguardo, ci credo. Ma voglio informarmi meglio.
Qui alcune informazioni su questo metodo (la lettura e’ un po’cruenta ma interessante)

Written by stefano arturi

28/05/2010 at 22:33

4 Responses

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  1. No, non ce la faccio a leggere il documento di cui hai fornito il link. E se ci penso, davvero mi viene voglia di tornare ad essere totalmente vegetariana come sono stata per anni tempo fa. Però la carne (mia) è debole e quella di maiale è divina, soprattutto se trasformata in salumi (ma anche quella del pollo e del coniglio e della chianina). Il compromesso cui sono giunta è mangiarne pochissima e ogni volta che è possibile sceglierne di proveniente da aziende serie, locali, dove gli animali vivano la vita che comunque gli viene poi tolta in modo il più possibile naturale e sano e dignitoso. Magari invecchiando troverò la forza di rinunciare a questo spesso macabro (e superfluo, me ne rendo conto; si può vivere benissimo, e anzi, a volte è preferibile vivere anche senza) piacere. Io lo spero.

    Duck

    28/05/2010 at 22:33

    • il doc e’ meno cruento di quanto tu possa pensare. …io non penso che ad oggi possa diventare vegetariano. ma la questione e’ spinosa e l’argomento deve essere affrontato (anche nelle sue diramazioni: latte e latticini, consumo di pesce, allevamento del pesce ecc ecc..) sono reduce da una cena in un 3 stelli michelin dove hanno in menu’ sia tonno rosso e sia caviale… strada da fare ce ne e’/ cius. stefano

      stefano arturi

      31/05/2010 at 22:33

  2. argomento molto interessante e pieno di disinformazione.vien voglia di diventare vegetariani quando si approfondisce…

    frafiori

    28/05/2010 at 22:33

    • ciao
      l’argomento e’ una miniera e se ne sa pochissimo. ma vale la pensa insistere. ora sto cercando di capire come avviene la macellazione della carne La Granda (razza piemontese, carne doc, in vendita da eataly, di cui petrini parla benissimo). dopo due settimane e due email non ho ottenuto risposta. mah… non so cosa pensare… ma inisto e faccio sapere. ciao. stefano

      stefano arturi

      31/05/2010 at 22:33


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